Carlo Goldoni
Il povero superbo

ATTO SECONDO

SCENA DECIMA   Lisetta e detti

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SCENA DECIMA

 

Lisetta e detti.

 

LIS.

Che volete, signor?

PAN.

Porta una sedia,

Che questo galantuomo

Vuole...

CAV.

Che galantuomo? a chi parlate?

PAN.

Oh, non mi ricordai. Signor, scusate.

LIS.

Ma insomma, che volete?

CAV.

Lisetta, da sedere.

LIS.

Ora vi servo. (Lisetta parte e poi ritorna)

CAV.

Oh! che bella ragazza!

PAN.

È cameriera

Di mia figlia Dorisbe...

CAV.

E insiem di voi...

PAN.

Vuol saper troppo.

CAV.

C'intendiam fra noi.

LIS.

Ecco le sedie: volet'altro?

CAV.

Addio.

LIS.

Che spiantato che siete, o padron mio!

 

Spennacchiato barbagianni

Mi parete, o padron mio,

Che facendo va così.

(s'alza e s'abbassa, imitando il moto del barbagianni)

Mi parete un civettone,

Che gli augelli abbia desio

D'ingannar sul far del .

Ma non son per vostri inganni

Un merlotto, pettorosso:

Vi conosco,

Vi disprezzo,

Di voi rido,

Civettaccio,

Maledetto spiantataccio;

Io di voi non so che far.

Io vi dico in confidenza,

In presenza del padrone,

Se volete, ch'io vi mando

Sino a farvi ben girar. (parte)

 

 

 


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