Carlo Goldoni
Il prodigo

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA SETTIMA

 

Momolo e detti.

 

MOM. Le compatissa, se femo tardi. El cuogo sta mattina xe mezzo storno. Ma adessadesso anderemo a disnar.

CLAR. Non v'inquietate per questo, signore; noi siamo qui per godere soltanto della vostra amabile compagnia.

MOM. Questa xe un'espression cussì tenera, che la me confonde.

OTT. Oggi siamo a godere le vostre grazie e domani vi leveremo l'incomodo.

MOM. Cussì presto? La me mortifica; no credo mai... Siora Clarice, pussibile che la me voggia abandonar cussì presto?

CLAR. Io non sono di tal intenzione, quando mio fratello non abbia cose di gran premura.

MOM. Caro sior Ottavio, almanco una settimana.

CLAR. È compiacente mio fratello; non dirà di no.

LEAN. Resterà il signor Ottavio, resterà la signora Clarice; basterà che io me ne vada.

MOM. M'immagino che el gh'averà dei interessi a Venezia, che nol se poderà trattegnir. (a Leandro)

LEAN. Certamente ho degli affari non pochi.

MOM. Co se gh'ha da far, no se pol lassar le premure per i divertimenti. La se comoda co la vol.

LEAN. Profitterò dei buoni consigli del signor Momolo, e delle tacite persuasioni della signora Clarice.

CLAR. Dov'è stato finora il signor Momolo?

MOM. Son stà anca mi per qualche interesse col mio interveniente, col mio fattor, colla zente de casa. La vede ben, chi vuol esser servidi bisogna veder, preveder e comandar.

OTT. Queste sono massime di chi ha giudizio.

CLAR. Si vede che il signor Momolo è pieno di talento, di buone maniere e di gentilezza.

MOM. No la me fazza vegnir rosso. No gh'ho nissun de sti meriti. (Ste belle cosse no la me le ha più dite). (da sé)

LEAN. La signora Clarice non suol esser prodiga delle sue lodi. Convien dire che il signor Momolo abbia un merito straordinario.

CLAR. Signor Momolo, quando noi ce ne anderemo, non verrete a Venezia in compagnia nostra?

MOM. Se sarò degno de sta grazia, la riceverò per onor.

OTT. In buona compagnia il viaggio riesce meno noioso.

LEAN. Perché la compagnia non resti pregiudicata da oggetto poco piacevole, io partirò prima di loro signori.

CLAR. Questa sera, signor Momolo, come ci divertiremo?

MOM. Se dilettela de ballar?

LEAN. La signora Clarice si diverte in tutto, ma principalmente nel corrispondere con manifesto disprezzo a chi le usa delle attenzioni.

MOM. Mi no la credo de sto carattere.

OTT. Mia sorella è sempre stata una donna civile.

CLAR. Ed il signor Leandro è sempre stato un uomo di spirito, ma ora non so che cosa lo rende inquieto.

LEAN. Il confronto del signor Momolo mi avvilisce, e mi fa perdere tutto il merito che mi sono acquistato.

MOM. Mi non intendo cossa che el voggia dir, e però el me permetterà che no ghe responda.

CLAR. Parla da oracolo il signor Leandro.

LEAN. Ho principiato a rendermi odioso alla signora Clarice, allora quando ho creduto bene consigliarla di non ricevere un anello in dono.

CLAR. Questo vostro discorso principia ora ad offendermi. Mi credete voi di un carattere vile?

MOM. Se gh'ho offerto un anello, ella no sa, patron caro, con che intenzion mi ghe l'abbia offerto.

OTT. Il signor Momolo può avere delle mire oneste sul cuore di mia sorella. (Tentiamo di stringere l'argomento per venire alla conclusione). (da sé)

CLAR. Ed io lo posso ricevere senza offesa del mio decoro.

MOM. (La sarave bella, che la lo volesse adesso che nol gh'ho più). (da sé)

CLAR. Signor Momolo, per far vedere al signor Leandro che non dipendo che da me medesima, favoritemi quell'anello, che me lo voglio mettere in dito.

MOM. (Oh poveretto mi, cossa oggio fatto!) (da sé) Adesso mo no lo gh'ho veramente.

CLAR. Andate a prenderlo, che vi aspetto.

MOM. Ho pensà dopo, che nol giera un anello degno de ella; se la me permette, ghe ne troverò uno più bello.

CLAR. No, no; desidero di aver quello.

MOM. (Son in t'un bell'intrigo per el mio bon cuor). (da sé) Bisogna che ghe confessa sinceramente, che quell'anello no lo gh'ho più.

CLAR. Come? Non avete voi detto ch'egli era mio, che lo tenevate per me in deposito?

MOM. L'ho dito, xe vero, ma me xe capità un'occasion...

LEAN. Sì, certo; il generosissimo signor Momolo, per regalare la signora Clarice di un lauto pranzo e di un festino magnifico, avrà trovata l'occasione di vender l'anello, come ha venduto oramai l'intiero suo patrimonio. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License