Carlo Goldoni
Il prodigo

ATTO SECONDO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Momolo e dette.

 

MOM. (Vela qua. Me vergogno ancora per rason de l'anello). (da sé)

BEAT. Venite, signor fratello, che la signora Clarice vi aspetta.

CLAR. Non dico che mi dispiaccia il vederlo, ma per verità, non lo aspettava poi con quell'ansietà che vi supponete.

MOM. (Mia sorella me poderave agiutar, se la volesse). (da sé)

BEAT. Via, non lo mortificate. (a Clarice) Accostatevi. (a Momolo)

MOM. Sorella, con licenza de siora Clarice, sentì una parola. (a Beatrice)

BEAT. Con permissione. (a Clarice)

CLAR. Accomodatevi.

BEAT. Eccomi. Che volete? (accostandosi a Momolo, che le parla piano)

CLAR. (Ha un non so che in lui, che mi potrebbe obbligare a mio dispetto. È meglio ch'io me ne vada). (da sé)

MOM. (Tant'è, m'avè fatto tanti servizi, m'avè da far anca questo). (a Beatrice)

BEAT. (Che dirà mio marito, se non mi vede l'anello?) (a Momolo)

CLAR. (Si raccomanderà alla sorella, perché mi parli; ma se non cambia vita, non farà niente). (da sé)

MOM. (Questo xe l'ultimo servizio, che ve domando. Quell'anello pol esser la mia fortuna, e senza de quello son desperà). (a Beatrice)

BEAT. Non so che dire, è tanto grande l'amore che ho per voi, che non posso dirvi di no, a costo di sentirmi sgridare da mio marito. Tenete. (a Momolo, e si vuol cavare l'anello)

MOM. (Fe pulito, che siora Clarice no veda).

BEAT. Eccolo. (se lo cava, e glielo di nascosto)

CLAR. (È lungo il ragionamento) (da sé)

BEAT. (Volesse il cielo, che Clarice fosse vostra consorte; ma conviene che vi risolviate di mutar vita). (a Momolo)

MOM. (Vederè, se farò pulito). (a Beatrice)

BEAT. Eccomi da voi, amica; compatitemi.

CLAR. Fate pure i vostri interessi, io non intendo di disturbarvi.

BEAT. Mi consolo con mio fratello, che sa conoscere il merito e sa far giustizia.

CLAR. A che proposito dite questo?

BEAT. Lo dico per la giusta stima ch'egli ha di voi.

CLAR. In questo vi potete ingannare.

MOM. No, la veda, no la s'inganna. Cognosso el merito de siora Clarice, e desidero de farghe cognosser, se veramente la stimo.

CLAR. Finora ne ho ricevute cattive prove.

MOM. (Un altro per l'anello). (da sé)

BEAT. Mio fratello mi diceva appunto or ora, che certamente ha fissato di volersi regolar diversamente, e nell'economia e nel costume.

CLAR. Proponimenti difficili da osservarsi.

MOM. Quando un galantomo promette, el mantien.

CLAR. Qualche volta si promette, e non si mantiene.

MOM. (Anca questa sul proposito de l'anello. Ghe voria dar questo, ma no voria che mia sorella vedesse). (da sé)

BEAT. Questa volta mi faccio io mallevadrice per mio fratello.

CLAR. Lo sapete il proverbio? Chi entra mallevadore, entra pagatore. (a Beatrice)

MOM. Ben, se manco, pagherà mia sorella per mi.

CLAR. Che cosa potrebbe ella darmi per conto vostro?

MOM. Gnente che staga ben.

CLAR. Dunque?

MOM. Donca la se fida de mi.

CLAR. Non ho caparra per potermi fidare.

MOM. (E toppa su l'anello). (da sé) Sorella, feme un servizio, andè a veder cossa che fa sta zente, che ancuo no fenisse mai de metter in tola.

BEAT. Volentieri. Vado subito. (Mio fratello vuol restar solo). (da sé) Amica, ve lo raccomando; trattatelo con carità. (parte)

 

 

 


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