Carlo Goldoni
La pupilla

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Orazio, Quaglia

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Orazio, Quaglia

 

ORA.

Confesso il ver, mi persuadesti, Quaglia,

A venir qui contro mia voglia, e sentomi

Tremar le gambe. Io tengo come un lepore

Le orecchie tese ad ogni lieve strepito,

E mi par sempre udir la voce solita

Di messer Luca a dir: Via di qua, bindoli.

QUA.

Ed io mi aspetto di vederdocile

Il vecchio, e sì proclive ai desiderii

Nostri, che la pupilla accordi subito,

E ve la dia colle sue man medesime.

ORA.

Come si può sperar che ciò si accomodi

Ad accordar, se ricusò prometterla

Finora a tanti ancor di me più nobili

E più ricchi, e di me forse men discoli?

È ver ch'io spero con il matrimonio

D'assodarmi del tutto, ed ogni pratica

Trista lasciare, e il gioco, e ogni altro vizio;

Ma al vecchio chi potrà darlo ad intendere?

QUA.

Quand'io ci sono in un impegno, è facile

Superar ogni cosa. Ad ogni ostacolo

Pronto ho il ripiego, e la mia testa è carica

Di tante mine che anche i monti spianano.

ORA.

In te dunque confido, e sol riposomi

Nell'arte tua.

QUA.

Ma il danaro esibitomi

L'avete in pronto?

ORA.

 

QUA.

Ecco la borsa gravida

Di trenta ruspi che per te riserbansi.

Quand'è così, non vi perdete d'animo;

Ne vedrete l'effetto... Oh, viene il vecchio.

Ritiratevi un poco, ed a me il carico

Lasciate di tentarlo e il capo svogliere

Del tutor.

ORA.

Mi ritiro, e aspetto il termine

Che, tua mercede, il mio desio feliciti.

 

 

 


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