Carlo Goldoni
La pupilla

ATTO QUINTO

SCENA OTTAVA   Caterina, messer Luca, Placida

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SCENA OTTAVA

 

Caterina, messer Luca, Placida.

 

CAT.

(O tosto o tardi dee saperlo, e fidomi

Nel padre mio che colà dentro or celasi).

LUCA

Vien, Caterina, vieni alle mie braccia

Senza rossor, senza timore, a stringere

Vieni tuo padre. Sì, dalle mie viscere

Figlia sei nata.

PLA.

(Che sia storia, o favola?)

CAT.

Io figlia vostra? Ponno avere i geniti

Più di un padre, messere?

LUCA

Son io l'unico

Tuo genitore.

CAT.

Non è dunque Ermofilo?

LUCA

No, la nutrice disvelò il misterio,

Onde per suo fe' lo mio sangue credere.

CAT.

Ma egli dice e sostiene all'incontrario.

LUCA

Chi?

CAT.

Ermofilo.

LUCA

Se in Roma è già cadavere!

CAT.

Egli è vivo, è in Milano, e vicin trovasi

Dove noi siamo.

LUCA

Il mio cugino Ermofilo?

CAT.

Maisì, messere.

PLA.

La cosa è bellissima.

LUCA

Dov'è?

CAT.

dentro.

LUCA

Fa che il vegga.

CAT.

Or chiamolo.

 

 

 


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