Carlo Goldoni
Il raggiratore

ATTO PRIMO

SCENA QUATTORDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Arlecchino e detti.

 

ARL. Servitor umilissimo. Fazzo riverenza; patroni.

CON. (È venuto a tempo costui). (da sé) (Tanto vi siete fatto aspettare?) (s’accosta ad Arlecchino)

ARL. L’è stà per causa de Giacomina.

CON. (Secondatemi). (piano ad Arlecchino) Vado subito Signore, con permissione. La Contessa mia sorella ha bisogno di me.

CLA. Ci volete lasciare?

MET. Senza terminare il discorso?

CON. Resterei; ma... non ha detto ch’io vada subito mia sorella? (ad Arlecchino)

ARL. Sorella?

CON. La Contessa non ha detto ch’io vada subito?

ARL. Sior sì... subito.

CLA. Fatele i miei umilissimi complimenti.

MET. Anche per parte mia, signore.

CON. Sarà favorita delle grazie vostre. Con permissione (Prima di dar loro quel che vi ho consegnato, badate bene che siano sole, che una non se ne avveda dell’altra). (piano ad Arlecchino) All’onore di riverirvi. (alle due dame, e parte)

CLA. Serva.

MET. Serva divota.

 

 

 


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