Carlo Goldoni
Il raggiratore

ATTO TERZO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Donna Metilde e detti.

 

MET. Signora, non istia a gridare alla Jacopina per i manichetti, poiché io li ho levati dal cassettino, e posti nel mio armadio.

CLA. Per qual ragione far questo?

MET. Per attaccarli ad una camiscia del signor padre.

CLA. Spetta a voi di farlo? (adirata)

MET. Compatisca. (Se l’è creduta). (da sé)

CLA. Riponeteli. (alla Jacopina)

JAC. Sì, signora. (Se l’è bevuta...) (da sé)

CLA. Nascono di quei casi... (al Conte)

CON. Sono accidenti. (L’è andata bene). (da sé)

CLA. Tocca a voi custodire la biancheria. Andate. (alla Jacopina)

JAC. Dove, signora?

CLA. A far quel che occorre nella mia camera.

JAC. (Via via, lo scudo l’ho speso bene). (da sé, e parte)

 

 

 


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