Carlo Goldoni
Il raggiratore

ATTO TERZO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Sala con tavola apparecchiata.

 

Don Eraclio, il dottore, poi donna Claudia e donna Metilde

 

ERAC. Già il Conte mi ha detto ogni cosa. Si parlerà dopo desinare.

DOTT. Dopo desinare? Si potrebbe dir dopo cena. Poco manca alla sera, ed io, per dirla, ho lo stomaco rovinato.

ERAC. Avrete modo di confortarlo. Voi altri siete avvezzi a mangiare per tempo. So che gli antichi cenavano solamente, ed io mangio sempre coi lumi.

CLA. Ecco a che siamo ridotti, per cagione delle vostre pazzie.

ERAC. Non mi guastate ora il piacer della tavola.

MET. Finalmente il signor Conte non è un villano.

ERAC. Mi farò dir meglio le cose della casa sua, e chi sa, se noi discendiamo da Ercole, ch’ei non discenda da Deianira?

 

 

 


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