Carlo Goldoni
Il ricco insidiato

ATTO PRIMO

SCENA TERZA   Riccardo e detti

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SCENA TERZA

 

Riccardo e detti.

 

RIC.

Si può venire innanti?

Siete confuso e oppresso dal peso dei contanti?

Con voi me ne consolo dei fortunati auspici,

Ma non si dee per questo scordarsi degli amici.

Avete degli affari? Ecco, son io venuto

A darvi il mio consiglio, ad offerirvi aiuto.

Fuori quelle monete, fuori fuori quell'oro:

Finché sta nello scrigno, è inutile il tesoro,

Avete assai patito, povero disgraziato,

Rifatevi, e godete per il tempo passato.

CON.

Amico, compatite, stava qui discorrendo.

RIC.

Io voglio divertirvi, sturbarvi non intendo.

CON.

(Ite, signor mercante, ci rivedremo poi;

Sempre che avrò da spendere, ricorrerò da voi). (piano a Raimondo)

RAI.

(Signor, la non si lasci persuader da nessuno,

Avrà da me quel prezzo che non può fare alcuno). (piano al conte)

CON.

(Dopo pranzo tornate; ci parlerem; vi aspetto). (piano)

RAI.

(Voglio servirla io solo). (piano)

CON.

(Ma sì, ve lo prometto). (piano)

RAI.

(Costui mi fa paura; lo so ch'è un imbroglione.

Lo dirò a Bigolino, che invigili al padrone). (da sé e parte)

 

 

 


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