Carlo Goldoni
Il ricco insidiato

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Donna Felicita ed il Conte Orazio

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SCENA QUARTA

 

Donna Felicita ed il Conte Orazio

 

CON.

Dopo tant'anni e tanti che vissi in doglie e in pene,

Fin la germana istessa m'invidia un po' di bene?

Che vuol? qual è il motivo, che delirar la fa?

FEL.

Dell'asse ereditario pretende la metà.

CON.

Prendasi quel ch'è giusto, abbia quel che le piace,

Purché goder mi lasci quel che mi resta, in pace.

FEL.

La pace è il maggior bene, ma non è poi ragione,

Onde saziar dobbiate l'ingiusta pretensione.

Abbia quel che le spetta d'eredità paterna,

La metà della dote della ragion materna.

Godasi quel di più che le darete in dote,

Ma non è di don Pietroerede, né nipote.

Alla pretesa ingiusta per sé non è condotta,

Lo so che don Emilio l'ha spinta e l'ha sedotta.

Ei che aspira alle nozze della germana vostra,

Di accrescere i suoi beni sollecito si mostra

E spera fortunata l'ingiusta pretensione

Coll'arte e la violenza, se non colla ragione:

Spera, con una lite confusa e pertinace,

Di farvi a caro prezzo comprar la vostra pace.

L'oro che i giorni vostri può rendere felici,

Non fa contro di voi che suscitar nemici.

L'invidia e l'avarizia arma degli empi i cuori,

Mille vi stan d'intorno perfidi insidiatori;

Chi con trame palesi, chi con coperto inganno,

Tutto l'ingrato mondo cospira a vostro danno.

E chi per voi sol vanta tenero amore in seno,

Forse degli inimici da voi si apprezza meno.

Pare un destin, che sempre dei miseri mortali

Ai beni della vita sian contrapposti i mali;

E che l'uomo medesimo nel più felice stato

Contro di sé congiuri per esser sfortunato,

Sprezzando il proprio bene, amando il suo periglio,

Qual voi di me sprezzate l'amore ed il consiglio.

CON.

Dei rimproveri vostri quale ragione avete?

FEL.

Ditemi, conte Orazio, da cavalier qual siete

dove andar io stessa vi vidi poco fa,

Qual affar vi condusse?

CON.

Dirò la verità:

Posso dal buon consiglio talora allontanarmi,

Non mai verso di voi gli obblighi miei scordarmi.

Conobbi l'amor vostro nei più sfortunati,

Detesto il reo costume dei sconoscenti ingrati.

Veggo, conosco i frutti dell'amicizia vostra:

Non temete ch'io sappia mentire in faccia vostra.

Voi mi chiedete il vero, e il ver vo' confidarvi;

Sappiate che dentro...

 

 

 


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