Carlo Goldoni
Il ricco insidiato

ATTO QUARTO

SCENA SECONDA   Il Conte Orazio e detti

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA SECONDA

 

Il Conte Orazio e detti.

 

CON.

Come state, germana? Da voi erami inviato,

Della vostra salute per rilevar lo stato.

LIV.

Sto meglio.

CON.

Mi rallegro. Vi avrà giovato molto,

Al mal che vi affliggeva, di don Emilio il volto.

Orsù, vi parlo schietto: ciò non cammina bene;

Le nozze questa sera concludere conviene.

LIV.

Per me non mi ritiro.

EMI.

Basta che lo vogliate.

E voi, signor cognato, quando vi maritate?

CON.

Converrà ch'io lo faccia.

EMI.

Quivi testé arrivato

Credea quasi che foste promesso e maritato.

Vidi così dall'uscio un pezzo di ragazza,

Che a dir la verità, mi par di buona razza.

LIV.

Il Conte mio fratello è un uomo di buon gusto.

CON.

Dubito che provato ne abbiate del disgusto. (a Livia)

LIV.

Perché? se son persone di carattere onesto...

CON.

Oneste e civilissime, vel dico e vel protesto.

Son povere, per altro non vi è nulla che dire.

EMI.

Chi è povero nel mondo, devesi compatire.

Se la figliuola è onesta, per me son persuaso

Ch'ella, Conte amatissimo, sarebbe il vostro caso.

CON.

Voi che dite, sorella?

LIV.

Dico che il ciel vi ha dato

Tanto ben, che vi basta per vivere in buon stato.

Non avete bisogno di moglie danarosa;

Basta che sia civile, onesta ed amorosa.

CON.

Dunque mi lodereste sposar questa signora.

LIV.

Fate ch'io la conosca; non l'ho veduta ancora.

EMI.

Andiamo a riverirla.

CON.

In camera serrata

Colla sua genitrice per ora è ritirata.

LIV.

Attenderò impaziente ch'escano dalla stanza,

Procurerò con esse supplire alla mancanza;

A lor chiederò scusa d'essermi ritirata,

E tratterò la giovane da amica e da cognata. (parte)

EMI.

Ed io, con chi volesse parlar diversamente,

Dirò che vi portaste da savio e da prudente.

In altro un si riporta, farlo in questo non lice;

Dee soddisfarsi il genio per vivere felice.

Alfin chi vi consiglia è amico ed è cognato...

Appunto nella sala vi aspetta l'avvocato.

Di quel che fra noi passa, non dissi a lui nïente;

Se voi l'informerete, la cosa è più innocente.

È un uom che per il giusto sol vi consiglierà;

Fatel venire innanzi, vi lascio in libertà. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License