Carlo Goldoni
Il ricco insidiato

ATTO QUARTO

SCENA DECIMA   Donna Felicita e le suddette

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA DECIMA

 

Donna Felicita e le suddette.

 

LIV.

Sì, di cuore vi abbraccio; vi do d'amore un pegno,

In prova d'amicizia, di parentela in segno. (a Rosina)

FEL.

Compatite, Contessa...

LIV.

Provo un piacere estremo

D'avervi conosciuta. Spero che ci godremo. (a Rosina)

BRI.

(Brava la mia ragazza). (da sé, giubbilando)

FEL.

Signora Contessina. (in via di rimprovero)

LIV.

Compatite, di grazia; son con questa damina.

FEL.

Son venuta per dirvi una parola sola.

È una dama codesta?

LIV.

Sì certo.

BRI.

È mia figliuola.

FEL.

(Saprò or or se sia vero). (da sé)

LIV.

È un acquisto novello

Che fa la nostra casa.

BRI.

Sposerà suo fratello.

FEL.

Brava, di tal novella ne provo anch'io contento.

BRI.

Via, presto, ringraziatela! Fatele un complimento. (a Rosina)

ROS.

Grazie. (a donna Felicita)

BRI.

È ancor giovinetta. (a donna Felicita)

LIV.

Non ha parole pronte. (a donna Felicita)

ROS.

Io vorrei che tornasse a casa il signor Conte.

FEL.

Povera signorina! Si vede ch'è innocente.

Desidera lo sposo, per altro non sa niente.

BRI.

È maritata ella?

FEL.

Signora no.

BRI.

La mia

Brama quel che vorrebbe aver vossignoria.

LIV.

Certo la nostra casa può dirsi fortunata,

Acquistando una sposadocile e garbata.

È nobile e gentile. Ha un tratto che consola.

Bella, fresca, ben fatta. Ha tutto.

BRI.

È mia figliuola.

FEL.

Finor vostro fratello fu veramente cieco,

A perdere il suo tempo miseramente meco.

Mi consolo davvero, che alfin contenta siate.

Il Conte è di buon gusto, e voi non v'ingannate.

LIV.

Io sprezzar non intendo né voi, né chi che sia,

Lodando in questa giovine bellezza e leggiadria.

Sceglier poteva il Conte a gusto suo la sposa.

Godo che l'abbia scelta gentile e manierosa.

FEL.

Certo che se la fede avesse a me serbata,

Toccavagli una sposa e ruvida e sgarbata.

Ha fatto il conte Orazio una elezion migliore,

Ma non può dirsi il tratto da cavalier d'onore.

LIV.

Nelle mie stanze andate, vi prego, ad aspettarmi.

So che questa signora premura ha di parlarmi.

Tosto sarò con voi. (a Brigida e Rosina)

BRI.

Andiam, figliuola mia.

Serva di vossustrissima. (a Livia) Bondì a vossignoria. (a donna Felicita)

ROS.

Se viene il Conte, ditegli che si aspetta.

FEL.

Povera innocentina!

BRI.

Oh invidia maledetta! (parte con Rosina, conducendola per il braccio)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License