Carlo Goldoni
Il mondo alla roversa

ATTO SECONDO

SCENA NONA   Giacinto, poi Aurora

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SCENA NONA

 

Giacinto, poi Aurora

 

GIAC.

Esser dovrò crudele

Per piacer al mio ben? Sì, sì, si faccia;

Si svenino, si uccidino

Queste nemiche femmine.

Ma piano, per mia :

Se uccidessero poi le donne me?

Vorrei, e non vorrei;

Sono fra il sì ed il no.

Penserò, studierò, risolverò.

AUR.

(Come? Giacinto armato?)

GIAC.

(Ecco la prima, a cui

Dovrò ferir il seno:

Ah! che, se la rimiro, io vengo meno).

AUR.

(Parla fra sé. Pavento

Di qualche tradimento).

GIAC.

(Orsù, vi vuol coraggio:

Con un colpo improvviso

L'ucciderò senza mirarla in viso).

AUR.

Giacinto.

GIAC.

(Ah bella voce!)

AUR.

Che fate voi?

GIAC.

Non so.

AUR.

Mi volete svenar?

GIAC.

Signora no.

AUR.

Che fate di quel brando?

GIAC.

Son un novello imitator d'Orlando.

AUR.

Datelo a me.

GIAC.

Non posso.

AUR.

E perché mai?

GIAC.

Perché... nol posso dir... perché giurai.

AUR.

Ah crudele, ah spietato,

Ah sconoscente, ingrato!

Vi conosco, v'intendo.

Forse di Cintia per gradir l'affetto,

Mi volete cacciar la spada in petto.

GIAC.

Oh Dio!

AUR.

Via, traditore:

Se avete tanto core,

Trafiggetemi pure; eccovi il seno.

GIAC.

Ahi, che non posso più; già vengo meno.

(gli cade la spada di mano)

AUR.

Or questa spada è mia. (la prende)

GIAC.

Pietà, per cortesia.

AUR.

Cosa meritereste?

GIAC.

Chiedo la vita in dono.

AUR.

Caro il mio Giacintino, io vi perdono.

Basta sol che mi dite

Chi vi dié questa spada, ed a qual fine.

GIAC.

Nol posso dire.

AUR.

Ingrato!

Io vi dono la vita,

E un leggero favor voi mi negate?

Voi volete che io mora.

GIAC.

Ah no, fermate.

Tutto, tutto dirò: Cintia volea...

AUR.

Basta così: la rea

Cintia sola sarà: voi, tutto amore,

Siete bello di volto, e bel di core.

GIAC.

Ah, non merto da voi

Della vostra bontàbelli effetti.

Io son mortificato.

Sono... non so che dir: son incantato.

 

Al bello delle femmine

Resistere chi può?

Io non lo posso, no.

Mi sento il sangue movere,

Mi sento il core struggere;

Mi si conquassa il solido,

Mi bolle tutto l'umido,

Resistere non so.

Le tigri barbare,

Gli orsi fierissimi

Si arrenderebbero,

Quando vedessero

Quel volto amabile

Che senza strepito

Mi disarmò. (parte)

 

 

 


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