Carlo Goldoni
Lo spirito di contradizione

ATTO PRIMO

SCENA TERZA   Altra camera   Dorotea e Camilla

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SCENA TERZA

 

Altra camera

 

Dorotea e Camilla

 

DOR.

Cognata, io non intendo con voi giustificarmi.

Vi amo, vi ho sempre amato, né mai saprò cangiarmi.

Se ho detto qualche cosa circa al vostro contratto,

Per me non solamente, ma anche per voi l'ho fatto.

Che razza di giustizia è questa che ci fanno?

Stupisco delle donne, che stolide ci stanno.

Un padre, a suo talento, promette per la figlia;

Un marito, obbligandosi, la moglie non consiglia.

Pretendono disporre con piena autorità,

Senza voler attendere la nostra volontà.

In quanto a me, certissimo, vuò dire il parer mio.

Se portano i calzoni, li so portare anch'io.

CAM.

In sostanza, cognata, per quello che mi dite,

Il contratto di nozze finito è in una lite.

DOR.

La ragion, la giustizia, dalla violenza è oppressa.

Cosa avereste fatto nel caso mio voi stessa?

CAM.

Col padre e col fratello il mio dover lo so.

S'essi di me dispongono, perché ho da dir di no?

DOR.

Vi par che sia ben fatto prendere tempo un anno?

CAM.

Se così han stabilito, sapran perché lo fanno.

DOR.

E vogliono in quest'anno cacciarvi in un ritiro.

CAM.

Vi andrò volontierissima, senza trarre un sospiro.

DOR.

Con questa vostra flemma voi mi fareste dire.

Far tutto quel che vogliono, senza mai contradire?

È segno che Roberto pochissimo vi piace.

CAM.

L'amo il signor Roberto, ma bramo la mia pace.

So che vi son d'incomodo, cognata mia, lo vedo;

L'incomodo maggiore per l'avvenir prevedo.

Allor ch'io fossi sposa, a me, per quanto lice,

Dovreste far le veci di madre e di tutrice.

Se mi volete bene, vi supplico, cognata

Fate che per quest'anno mi tengano serrata.

DOR.

Parlare in tal maniera è un torto che mi fate.

Meco restar dovete, infin che vi sposate.

Voglio aver io l'onore, col mio debole ingegno,

Del vostro sposalizio di assumere l'impegno.

Stabilito il contratto, gli usati complimenti

Da me riceveranno gli amici ed i parenti.

Le visite alle dame faremo in compagnia,

Conversazion la sera terremo in casa mia.

Verrà da me lo sposo nelle mie stanze istesse;

So l'attenzion ch'esigono le giovani promesse.

All'anello, alle perle, al della mano,

Io farò di una madre l'uffizio veterano,

E il della funzione, al solito convito

Prenderò io l'impegno di regolar l'invito.

Farò quel che conviene per voi, per la famiglia

Con quell'amore istesso, qual se foste mia figlia.

CAM.

(Ad un parlartenero chi mai non crederebbe?

Ma so che mille volte impazzir mi farebbe). (da sé)

Al vostro cuor gentile davver sono obbligata,

Ma avrei piacer quest'anno di viver ritirata.

DOR.

Questa vostra insistenza moltissimo mi offende;

Quando una cosa io bramo, ciascun me la contende;

Tutti mi contradicono, e lo fan per dispetto.

CAM.

Ma via, non vi adirate. Star con voi vi prometto.

DOR.

Cara, tenete un bacio. Vuò far vedere al mondo,

Se voi mi compiaceste, che anch'io vi corrispondo.

Roberto sarà vostro. Tutto sarà finito.

Farò che la scrittura soscriva mio marito.

Tutto sperar potete dal mio sincero amore.

Chi mi vien colle buone, mi caverebbe il cuore.

CAM.

Ma il padre di Roberto so ch'è un uom pontiglioso.

Chi sa ch'ei non si mostri sofistico e sdegnoso?

Io so che tante volte il nuzial contratto

Per i di lui puntigli si è fatto e si è disfatto.

Ora che nel concludere da voi si è contradetto,

Ch'ei voglia vendicarsi, certissimo mi aspetto.

DOR.

Di far ch'ei si pacifichi difficile non è.

Lasciatemi operare, fidatevi di me.

Io parlerò col padre, io parlerò col figlio:

State di buona voglia; ma udite il mio consiglio.

Se andar dovete in casa di un suocerostrano,

Non fate sulle prime ch'ei prendavi la mano.

Nel soggettarvi a tutto, non siate così buona;

Dite l'animo vostro, e fate da padrona.

L'uomo per consueto tiranneggiar procura,

E misere le donne che si fan far paura.

Quando la donna ha spirito, l'uom s'avvilisce e cangia;

Chi pecora si mostra, il lupo se la mangia.

CAM.

(Così le donne pazze fanno per ordinario;

Ma io, per viver bene, farò tutto il contrario). (da sé)

DOR.

Voi non mi rispondete. Vi par ch'io dica male?

CAM.

Anzi dite benissimo. Conosco quanto vale

Il provido consiglio, che vien dal vostro amore.

Cognata, vi son serva, amatemi di cuore.

(Se in casa dello sposo il ciel mi condurrà,

Userò, qual io soglio, rispetto ed umiltà). (parte)

 

 

 


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