Carlo Goldoni
Lo spirito di contradizione

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Il Conte Alessandro e Rinaldo

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SCENA QUARTA

 

Il Conte Alessandro e Rinaldo

 

RIN.

Conte, avete sentito? son di tal gioja indegno.

Mi vien la tentazione di adoperare un legno.

CON.

È ver, ciò non conviene. Ma in un simile stato,

Dubito che a quest'ora l'avrei adoperato.

RIN.

Perdonatemi, amico, voi pur nell'occasione

Parmi che la trattiate con qualche adulazione.

Sperai che in sua presenza parlaste un po' più ardito.

CON.

Voi non sapete ancora quel che si è stabilito.

Andiam, vi dirò tutto. Oggi pranziamo insieme:

Il ben, la pace vostra, moltissimo mi preme.

Sendo voi all'oscuro di quel che far desio,

Ora non ho potuto parlare a modo mio.

Lasciatemi operare. Promettovi bel bello

Farle cambiar sistema, farle cambiar cervello.

Lo so che mi deridono per questo impegno mio,

Ma quelli che mi beffano, non san quel che so io. (parte)

RIN.

Se trova la ricetta per risanarla appieno,

Lo stimo più sapiente d'Ippocrate e Galeno.

Ma credo che una donna perfida come questa,

Possa guarir per tutto, fuori che nella testa. (parte)

 

 

 


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