Carlo Goldoni
Lo spirito di contradizione

ATTO TERZO

SCENA SESTA   Il Signor Ferrante, il Conte Alessandro ed i suddetti

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SCENA SESTA

 

Il Signor Ferrante, il Conte Alessandro ed i suddetti.

 

FER.

Conte, non so che dire. Soffrir mi converrà.

Ma s'io prendo un malanno, chi mi risanerà?

CAM.

No, caro signor padre, espor non vi consiglio

La preziosa salute a un prossimo periglio.

FER.

Che volete ch'io faccia? Vuol così la mia sorte.

Sian ben serrate almeno le finestre e le porte.

CAM.

Per qual necessitade patir vi contentate?

CON.

Signora, per il padretimida non siate.

Non distruggete un'opra, che bene ho principiata.

Siate condescendente voi pur colla cognata.

Fidatevi di me per questa volta sola.

Ne vedrete il buon esito. Vi do la mia parola.

RIN.

Il Conte è un uom di spirito, è un amico sincero.

CAM.

Del suo buon cor non dubito; ma non per questo io spero.

FER.

Se ho da patir il freddo, che si mangiasse almeno;

Col bere e col mangiare il gel si sente meno.

È avvisata mia nuora?

CON.

Eccola ch'ella viene.

FER.

Subito la minestra; ma che sia calda, e bene. (ad un Servitore che parte)

 

 

 


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