Carlo Goldoni
Lo spirito di contradizione

ATTO QUINTO

SCENA SECONDA   Il Conte Alessandro e detti

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SCENA SECONDA

 

Il Conte Alessandro e detti.

 

CON.

Buone nuove, signori. Le cose anderan bene.

FAB.

Anderanno benissimo, se Dorotea non viene.

CON.

Anzi con noi fra poco l'avremo in compagnia.

FAB.

Godetevela pure. Roberto, andiamo via.

CON.

No, Fabrizio carissimo, partir voi non dovete.

Fidatevi di me. Chi son, voi lo sapete.

Capace non sarei di esporvi ad un periglio.

Pregovi, quanti siete, rasserenare il ciglio.

Della femmina strana lo spirito è calmato;

L'indocile talento non poco è moderato.

Fatto ho l'esperimento. Piegata a me si mostra;

Ora a voi si conviene di far la parte vostra.

Eccola ch'ella viene: a ogni proposizione

Ciascun le contraponga la sua contradizione.

Veggendosi da tutti in tutto contrariata,

Si vederà la donna oppressa e disperata:

Seguendo l'aforismo dei medici preclari,

Che i contrari per solito si curan coi contrari.

FER.

Rinaldo, siamo in tanti, che mal ci può venire?

RIN.

Nasca quel che sa nascere, anch'io vuò contradire.

FER.

Muoio di volontà di disperarla un poco.

CAM.

Procurerò cogli altri di seguitare il gioco.

 

 

 


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