Carlo Goldoni
La ritornata di Londra

ATTO PRIMO

SCENA SESTA   Camera in casa del Conte.   Il Conte Ridolfino e la Contessa sua sorella

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SCENA SESTA

 

Camera in casa del Conte.

 

Il Conte Ridolfino e la Contessa sua sorella.

 

CONT.

Che diavolo faceste

A ricevere in casa un tal imbroglio?

CON.

Il conte dell'Orsoglio

Me l'ha raccomandata.

Di Londra ritornata,

Continuerà sino a Bologna il viaggio.

Qui in Milano non è che di passaggio.

CONT.

Ha tanta roba seco,

Ha tanti servitori:

Averà guadagnato dei tesori.

CON.

Certamente: mi scrivono

Che in virtù, che in bravura,

Madama Petronilla

È un portento e un incanto.

CONT.

Ma tal fortuna ha fatto poi col canto?

CON.

Come pensate dunque

L'abbia potuta far?

CONT.

Come tant'altre

Che fatte ricche in Inghilterra intesi

Colla conversazione degl'Inglesi.

CON.

Possibil che voi donne,

Quasi per un costume universale,

Non vogliate cessar di pensar male?

CONT.

E voi col pensar bene,

E voi sempre volete

Essere quel babbeo che stato siete?

CON.

Più rispetto, Contessa, ad un germano.

Dentro di queste porte

Il padrone son io,

Né si parla così con un par mio.

 

Dell'amor non vi abusate

Che per voi nutrisco in seno;

Quell'orgoglio almen frenate

Che può farvi disamar.

Imputar non mi potete

Poco amor, poco rispetto,

Ma indiscreta allor che siete,

Son costretto a minacciar. (parte)

 

 


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