Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO PRIMO

Scena Ottava. Florindo, poi Truffaldino

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Scena Ottava. Florindo, poi Truffaldino

 

FLORINDO Che razza di umori si danno! Aspettava proprio che io lo maltrattassi. Oh, andiamo un po'a vedere che albergo è questo...

TRUFFALDINO Signor, l'è restada servida.

FLORINDO Che alloggio è codesto?

TRUFFALDINO L'è una bona locanda, signor. Boni letti, bei specchi, una cusina bellissima, con un odor che consola. Ho parlà col camerier. La sarà servida da re.

FLORINDO Voi che mestiere fate?

TRUFFALDINO El servitor.

FLORINDO Siete veneziano?

TRUFFALDINO No son venezian, ma son qua del Stato. Son bergamasco, per servirla.

FLORINDO Adesso avete padrone?

TRUFFALDINO Adesso... veramente non l'ho.

FLORINDO Siete senza padrone?

TRUFFALDINO Eccome qua; la vede, son senza padron. (Qua nol ghel me padron, mi no digo busie).

FLORINDO Verreste voi a servirmi?

TRUFFALDINO A servirla? Perché no? (Se i patti fusse meggio, me cambieria de camisa).

FLORINDO Almeno per il tempo ch'io sto in Venezia.

TRUFFALDINO Benissimo. Quanto me vorla dar?

FLORINDO Quanto pretendete?

TRUFFALDINO Ghe dirò: un altro padron che aveva, e che adesso qua nol gh'ho più, el me dava un felippo al mese e le spese.

FLORINDO Bene, e tanto vi darò io.

TRUFFALDINO Bisognerave che la me dasse qualcossetta de più.

FLORINDO Che cosa pretendereste di più?

TRUFFALDINO Un soldetto al zorno per el tabacco.

FLORINDO Sì, volentieri; ve lo darò.

TRUFFALDINO Co l'è cusì, stago con lu.

FLORINDO Ma vi vorrebbe un poco d'informazione dei fatti vostri.

TRUFFALDINO Co no la vol altro che informazion dei fatti mii, la vada a Bergamo, che tutti ghe dirà chi son.

FLORINDO Non avete nessuno in Venezia che vi conosca?

TRUFFALDINO Son arrivà stamattina, signor.

FLORINDO Orsù; mi parete un uomo da bene. Vi proverò.

TRUFFALDINO La me prova, e la vederà.

FLORINDO Prima d'ogni altra cosa, mi preme vedere se alla Posta vi siano lettere per me. Eccovi mezzo scudo; andate alla Posta di Torino, domandate se vi sono lettere di Florindo Aretusi; se ve ne sono, prendetele e portatele subito, che vi aspetto.

TRUFFALDINO Intanto la fazza parecchiar da disnar.

FLORINDO Sì, bravo, farò preparare. (È faceto: non mi dispiace. A poco alla volta ne farò la prova) (entra nella locanda).

 


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