Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO PRIMO

Scena Tredicesima. Truffaldino con un altro Facchino che porta il baule di Beatrice, e detto

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Scena Tredicesima. Truffaldino con un altro Facchino che porta il baule di Beatrice, e detto

 

Truffaldino s'avanza alcuni passi col Facchino, poi accorgendosi di Florindo e dubitando esser veduto, fa ritirare il Facchino.

 

TRUFFALDINO Andemo con mi... Oh diavol! L è qua quest'alter padron. Retirete, camerada, e aspetteme su quel canton (il Facchino si ritira).

FLORINDO (Sì, senz'altro. Ritornerò a Torino).

TRUFFALDINO Son qua, signor...

FLORINDO Truffaldino, vuoi venir a Torino con me?

TRUFFALDINO Quando?

FLORINDO Ora, subito.

TRUFFALDINO Senza disnar?

FLORINDO No; si pranzerà, e poi ce n'andremo.

TRUFFALDINO Benissimo; disnando ghe penserò.

FLORINDO Sei stato alla Posta?

TRUFFALDINO Signor sì.

FLORINDO Hai trovato mie lettere?

TRUFFALDINO Ghe n'ho trovà.

FLORINDO Dove sono?

TRUFFALDINO Adesso le troverò (tira fuori di tasca tre lettere). (Oh diavolo! Ho confuso quelle de un padron con quelle dell'altro. Come faroio a trovar fora le soe? Mi no so lezer).

FLORINDO Animo, qui le mie lettere.

TRUFFALDINO Adesso, signor. (Son imbroiado). Ghe dirò, signor. Ste tre lettere no le vien tutte a V. S. Ho trovà un servitor che me cognosse, che semo stadi a servir a Bergamo insieme; gh'ho dit che andava alla Posta, e el m'ha pregà che veda se gh'era niente per el so padron. Me par che ghe ne fusse una, ma no la conosso più, no so quala che la sia.

FLORINDO Lascia vedere a me; prenderò le mie, e l'altra te la renderò.

TRUFFALDINO Tolì pur. Me preme de servir l'amigo.

FLORINDO (Che vedo? Una lettera diretta a Beatrice Rasponi? A Beatrice Rasponi in Venezia!).

TRUFFALDINO L'avì trovada quella del me camerada?

FLORINDO Chi è questo tuo camerata, che ti ha dato una tale incombenza?

TRUFFALDINO L'è un servitor... che gh'ha nome Pasqual.

FLORINDO Chi serve costui?           

TRUFFALDINO Mi no lo so, signor.

FLORINDO Ma se ti ha detto di cercar le lettere del suo padrone, ti avrà dato il nome.

TRUFFALDINO Naturalmente. (L'imbroio cresce).

FLORINDO Ebbene, che nome ti ha dato?

TRUFFALDINO No me l'arrecordo.

FLORINDO Come!...

TRUFFALDINO El me l'ha scritto su un pezzo de carta.

FLORINDO E dov'è la carta?

TRUFFALDINO L'ho lassada alla Posta.

FLORINDO (Io sono in un mare di confusioni).

TRUFFALDINO (Me vado inzegnando alla meio).

FLORINDO Dove sta di casa questo Pasquale?

TRUFFALDINO Non lo so in verità.

FLORINDO Come potrai ricapitargli la lettera?

TRUFFALDINO El m'ha dito che se vederemo in piazza.

FLORINDO (Io non so che pensare).

RUFFALDINO (Se la porto fora netta, l'è un miracolo). La me favorissa quella lettera, che vederò de trovarlo.

FLORINDO No, questa lettera voglio aprirla.

TRUFFALDINO Ohibò; no la fazza sta cossa. La sa pur, che pena gh'è a avrir le lettere.

FLORINDO Tant'è, questa lettera m'interessa troppo. È diretta a persona, che mi appartiene per qualche titolo. Senza scrupolo la posso aprire (l'apre).

TRUFFALDINO (Schiavo siori. El l'ha fatta).

FLORINDO (legge)

 

Illustrissima signora padrona.

 La di lei partenza da questa città ha dato motivo di discorrere a tutto il paese; e tutti capiscono ch'ella abbia fatto tale risoluzione per seguitare il signor Florindo. Lo Corte ha penetrato ch'ella sia fuggita in abito da uomo, e non lascia di far diligenze per rintracciarla e farla arrestare. Io non ho spedito la presente da questa Posta di Torino per Venezia a dirittura, per non iscoprire il paese dov'ella mi ha confidato che pensava portarsi; ma l'ho inviata ad un amico di Genova, perché poi di la la trasmettesse a Venezia. Se avrò novità di rimarco, non lascerò di comunicargliele collo stesso metodo, e umilmente mi rassegno.

 Umilissimo e fedelissimo servitore

 Tognin della Doira.

 

TRUFFALDINO (Che bell'azion! Lezer i fatti d'i altri).

FLORINDO (Che intesi mai? Che lessi? Beatrice partita di casa sua? in abito d'uomo? per venire in traccia di me? Ella mi ama davvero. Volesse il cielo che io la ritrovassi in Venezia!). Va, caro Truffaldino, usa ogni diligenza per ritrovare Pasquale; procura di ricavare da lui chi sia il suo padrone, se uomo, se donna. Rileva dove sia alloggiato, e se puoi, conducilo qui da me, che a te e a lui darò una mancia assai generosa.

TRUFFALDINO Deme la lettera; procurerò de trovarlo.

FLORINDO Eccola, mi raccomando a te. Questa cosa mi preme infinitamente.

TRUFFALDINO Ma ghe l'ho da dar cusì averta?

FLORINDO Digli che è stato un equivoco, un accidente. Non mi trovare difficoltà.

TRUFFALDINO E a Turin se va più per adesso?

FLORINDO No, non si va più per ora. Non perder tempo. Procura di ritrovar Pasquale. (Beatrice in Venezia, Federigo in Venezia. Se la trova il fratello, misera lei; farò io tutte le diligenze possibili per rinvenirla) (parte).

 


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