Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO PRIMO

Scena Ventesima. Beatrice e Clarice

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Scena Ventesima. Beatrice e Clarice

 

BEATRICE Deh, signora Clarice...

CLARICE Scostatevi, e non ardite d'importunarmi.

BEATRICE Così severa con chi vi è destinato in consorte?

CLARICE Se sarò strascinata per forza alle vostre nozze, avrete da me la mano, ma non il cuore.

BEATRICE Voi siete sdegnata meco, eppure io spero placarvi.

CLARICE V'aborrirò in eterno.

BEATRICE Se mi conosceste, voi non direste così.

CLARICE Vi conosco abbastanza per lo sturbatore della mia pace.

BEATRICE Ma io ho il modo di consolarvi.

CLARICE V'ingannate; altri che Silvio consolare non mi potrebbe.

BEATRICE Certo che non posso darvi quella consolazione, che dar vi potrebbe il vostro Silvio, ma posso contribuire alla vostra felicità.

CLARICE Mi par assai, signore, che parlandovi io in una maniera la più aspra del mondo, vogliate ancor tormentarmi.

BEATRICE (Questa povera giovane mi fa pietà; non ho cuore di vederla penare).

CLARICE (La passione mi fa diventare ardita, temeraria, incivile).

BEATRICE Signora Clarice, vi ho da confidare un segreto.

CLARICE Non vi prometto la segretezza. Tralasciate di confidarmelo.

BEATRICE La vostra austerità mi toglie il modo di potervi render felice.

CLARICE Voi non mi potete rendere che sventurata.

BEATRICE V'ingannate; e per convincervi vi parlerò schiettamente. Se voi non volete me, io non saprei che fare di voi. Se avete ad altri impegnata la destra, anch'io con altri ho impegnato il cuore.

CLARICE Ora cominciate a piacermi.

BEATRICE Non vel dissi che aveva io il modo di consolarvi?

CLARICE Ah, temo che mi deludiate.

BEATRICE No, signora, non fingo. Parlovi col cuore sulle labbra; e se mi promettete quella segretezza che mi negaste poc'anzi, vi confiderò un arcano, che metterà in sicuro la vostra pace.

CLARICE Giuro di osservare il più rigoroso silenzio.

BEATRICE Io non sono Federigo Rasponi, ma Beatrice di lui sorella.

CLARICE Oh! che mi dite mai! Voi donna?

BEATRICE Sì, tale io sono. Pensate, se aspiravo di cuore alle vostre nozze.

CLARICE E di vostro fratello che nuova ci date?

BEATRICE Egli morì pur troppo d'un colpo di spada. Fu creduto autore della di lui morte un amante mio, di cui sotto di queste spoglie mi porto in traccia. Pregovi per tutte le sacre leggi d'amicizia e d'amore di non tradirmi. So che incauta sono io stata confidandovi un tale arcano, ma l'ho fatto per più motivi; primieramente, perché mi doleva vedervi afflitta; in secondo luogo, perché mi pare conoscere in voi che siate una ragazza da potersi compromettere di segretezza; per ultimo, perché il vostro Silvio mi ha minacciato e non vorrei che, sollecitato da voi, mi ponesse in qualche cimento.

CLARICE A Silvio mi permettete voi ch'io lo dica?

BEATRICE No, anzi ve lo proibisco assolutamente.

CLARICE Bene, non parlerò.

BEATRICE Badate che mi fido di voi.

CLARICE Ve lo giuro di nuovo, non parlerò.

BEATRICE Ora non mi guarderete più di mal occhio.

CLARICE Anzi vi sarò amica; e, se posso giovarvi, disponete di me.

BEATRICE Anch'io vi giuro eterna la mia amicizia. Datemi la vostra mano.

CLARICE Eh, non vorrei...

BEATRICE Avete paura ch'io non sia donna? Vi darò evidenti prove della verità.

CLARICE Credetemi, ancora mi pare un sogno.

BEATRICE Infatti la cosa non è ordinaria.

CLARICE È stravagantissima.

BEATRICE Orsù, io me ne voglio andare. Tocchiamoci la mano in segno di buona amicizia e di fedeltà.

CLARICE Ecco la mano; non ho nessun dubbio che m'inganniate.

 


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