Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO TERZO

Scena Nona. Truffaldino, condotto per forza da Brighella e dal Cameriere, e detti

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Scena Nona. Truffaldino, condotto per forza da Brighella e dal Cameriere, e detti

 

FLORINDO Vieni, vieni, non aver paura.

BEATRICE Non ti vogliamo fare alcun male.

TRUFFALDINO (Eh! me recordo ancora delle bastonade) (parte).

BRIGHELLA Questo l'avemo trovà; se troveremo quell'altro, lo faremo vegnir.

FLORINDO Sì, è necessario che ci sieno tutti due in una volta.

BRIGHELLA (Lo conosseu vu quell'altro?) (piano al Cameriere).

CAMERIERE (Io no) (a Brighella).

BRIGHELLA (Domanderemo in cusina. Qualchedun lo cognosserà) (al Cameriere, e parte).

CAMERIERE (Se ci fosse, l'avrei da conoscere ancora io) (parte).

FLORINDO Orsù, narraci un poco come andò la faccenda del cambio del ritratto e del libro, e perché tanto tu che quell'altro briccone vi uniste a farci disperare.

TRUFFALDINO (fa cenno col dito a tutti due che stiano cheti) Zitto (a tutti due). La favorissa, una parola in disparte (a Florindo, allontanandolo da Beatrice). (Adessadesso ghe racconterò tutto) (a Beatrice, nell'atto che si scosta per parlare a Florindo). (La sappia, signor (parla a Florindo) che mi de tutt sto negozi no ghe n'ho colpa, ma chi è stà causa l'è stà Pasqual, servitor de quella signora ch'è (accennando cautamente Beatrice). Lu l'è sta quello che ha confuso la roba, e quel che andava in t'un baul el l'ha mess in quell'alter, senza che mi me ne accorza. El poveromo s'ha raccomandà a mi che lo tegna coverto, acciò che el so padron no lo cazza via, e mi che son de bon cor, che per i amici me faria sbudellar, ho trovà tutte quelle belle invenzion per veder d'accomodarla. No me saria mo mai stimà, che quel ritratt fosse voster, e che tant v'avess da despiaser che fusse morto quel che l'aveva. Eccove contà l'istoria come che l'è, da quell'omo sincero, da quel servitor fedel che ve ne son).

BEATRICE (Gran discorso lungo gli fa colui. Son curiosa di saperne il mistero).

FLORINDO (Dunque colui che ti fece pigliar alla Posta la nota lettera, era servitore della signora Beatrice?) (piano a Truffaldino).

TRUFFALDINO (Sior Sì, el giera Pasqual) (piano a Florindo).

FLORINDO (Perché tenermi nascosta una cosa, di cui con tanta ti aveva ricercato?) (piano a Truffaldino).

TRUFFALDINO (El m'aveva pregà che no lo disesse) (piano a Florindo).

FLORINDO (Chi?) (come sopra).

TRUFFALDINO (Pasqual) (come sopra).

FLORINDO (Perché non obbedire al tuo padrone?) (come sopra).

TRUFFALDINO (Per amor de Pasqual) (come sopra).

FLORINDO (Converrebbe che io bastonassi Pasquale e te nello stesso tempo) (come sopra).

TRUFFALDINO (In quel caso me toccherave a mi le mie e anca quelle de Pasqual).

BEATRICE Ê ancor finito questo lungo esame?

FLORINDO Costui mi va dicendo...

TRUFFALDINO (Per amor del cielo, sior padron, no la descoverza Pasqual. Piuttosto la diga che son stà mi, la me bastona anca, se la vol, ma no la me ruvina Pasqual) (piano a Florindo).

FLORINDO (Sei così amoroso per il tuo Pasquale?) (piano a Truffaldino).

TRUFFALDINO (Ghe voi ben, come s el fuss me fradel Adess voi andar da quella signora, voi dirghe che son sta mi, che ho fallà; vai che i me grida, che i me strapazza, ma che se salva Pasqual) (come sopra, e si scosta da Florindo).

FLORINDO (Costui è di un carattere molto amoroso).

TRUFFALDINO Son qua da ella (accostandosi a Beatrice).

BEATRICE (Che lungo discorso hai tenuto col signor Florindo?) (piano a Truffaldino).

TRUFFALDINO (La sappia che quel signor el gh'ha un servidor che gh'ha nome Pasqual; l'è el più gran mamalucco del mondo; l'è stà lu che ha fatt quei zavai della roba, e perché el poveromo l'aveva paura che el so patron lo cazzasse via, ho trovà mi quella scusa del libro, del padron morto, nega, etecetera. E anca adess a sior Florindo gh'ho ditt che mi son stà causa de tutto) (piano sempre a Beatrice).

BEATRICE (Perché accusarti di una colpa che asserisci di non avere?) (a Truffaldino, come sopra).

TRUFFALDINO (Per l'amor che porto a Pasqual) (come sopra).

FLORINDO (La cosa va un poco in lungo).

TRUFFALDINO (Cara ella, la prego, no la lo precipita) (piano a Beatrice).

BEATRICE (Chi?) (come sopra).

TRUFFALDINO (Pasqual) (come sopra).

BEATRICE (Pasquale e voi siete due bricconi) (come sopra).

TRUFFALDINO (Eh, sarò mi solo).

FLORINDO Non cerchiamo altro, signora Beatrice, i nostri servitori non l'hanno fatto a malizia; meritano essere corretti, ma in grazia delle nostre consolazioni, si può loro perdonare il trascorso.

BEATRICE È vero, ma il vostro servitore...

TRUFFALDINO (Per amor del cielo, no la nomina Pasqual) (piano a Beatrice).

BEATRICE Orsù, io andar dovrei dal signor Pantalone de'Bisognosi; vi sentireste voi di venir con me? (a Florindo).

FLORINDO Ci verrei volentieri, ma devo attendere un banchiere a casa. Ci verrò più tardi, se avete premura.

BEATRICE Si, voglio andarvi subito. Vi aspetterò dal signor Pantalone; di non parto, se non venite.

FLORINDO Io non so dove stia di casa.

TRUFFALDINO Lo so mi, signor, lo compagnerò mi.

BEATRICE Bene, vado in camera a terminar di vestirmi.

TRUFFALDINO (La vada, che la servo subito) (piano a Beatrice).

BEATRICE Caro Florindo, gran pene che ho provate per voi (entra in camera).

 


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