Carlo Goldoni
Il servitore di due padroni

ATTO TERZO

Scena Undicesima. Florindo, poi Beatrice e Truffaldino

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Scena Undicesima. Florindo, poi Beatrice e Truffaldino

 

FLORINDO Grandi accidenti accaduti sono in questa giornata! Pianti, lamenti, disperazioni, e all'ultimo consolazione e allegrezza. Passar dal pianto al riso è un dolce salto che fa scordare gli affanni, ma quando dal piacere si passa al duolo, è più sensibile la mutazione.

BEATRICE Eccomi lesta.

FLORINDO Quando cambierete voi quelle vesti?

BEATRICE Non istò bene vestita così?

FLORINDO Non vedo l'ora di vedervi colla gonnella e col busto. La vostra bellezza non ha da essere soverchiamente coperta.

BEATRICE Orsù, vi aspetto dal signor Pantalone; fatevi accompagnare da Truffaldino.

FLORINDO L'attendo ancora un poco; e se il banchiere non viene, ritornerà un'altra volta.

BEATRICE Mostratemi l'amor vostro nella vostra sollecitudine (s'avvia per partire).

TRUFFALDINO (Comandela che resta a servir sto signor?) (piano a Beatrice, accennando Florindo).

BEATRICE (Si, lo accompagnerai dal signor Pantalone) (a Truffaldino).

TRUFFALDINO (E da quella strada lo servirò, perché no ghPasqual) (come sopra).

BEATRICE Servilo, mi farai cosa grata. (Lo amo più di me stessa) (parte).

 


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