Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   Friport poi Fabrizio

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SCENA TERZA

 

Friport poi Fabrizio

 

FRIP. Fugge. non le piace la mia figura. Eh! le piacerebbero forse le mie ghinee.

FABR. Eccomi qui con voi.

FRIP. Chi è colei, ch'è entrata ora in quelle stanze terrene?

FABR. È la cameriera di una signora che alberga qui da tre mesi. Perché mi domandate di lei?

FRIP. Oh! niente. Per semplice curiosità.

FABR. Non è cattiva fanciulla. ma se conosceste la di lei padrona, è una donna singolarissima.

FRIP. In qual genere?

FABR. In tutto. Bella, giovane, virtuosa...

FRIP. Virtuosa ancora?

FABR. Sì, certo. Piena delle più belle virtù. Ella vive ritiratissima: parla e tratta con una modestia esemplare. e quel che più la rende degna d'ammirazione si è, che trovasi in un'estrema miseria, e cerca di nasconderla agli occhi altrui per timore di perdere il suo decoro. e lavora la notte segretamente per procacciarsi il vitto, e non aver obbligazione a nessuno che la soccorra.

FRIP. Bella, povera e virtuosa? Se tutto è vero quel che mi dite, è un prodigio della natura.

FABR. Oh! quel che vi dico, è la verità. Mia moglie ed io, conoscendo le di lei indigenze, abbiamo provato più d'una volta ad esibirle un picciolo trattamento. ed ella lo ha ricusato. Mangia pochissimo, e vuol pagar tutto. Talvolta ho usato l'artifizio di metterle quel che le do, la metà di quel che mi costa: se n'è avveduta, e se n'è lagnata, e ha minacciato d'andarsene dal mio albergo.

FRIP. Donna rara, singolare, singolarissima. Chi è? Di qual famiglia? Di qual condizione?

FABR. Non lo so: è sconosciuta, e non si vuol dar da conoscere.

FRIP. La vedrei volentieri.

FABR. Sarà difficile ch'ella esca dalla sua camera.

FRIP. Anderò io nella camera a ritrovarla.

FABR. Peggio.

FRIP. Prevenitela, ch'io non le darò soggezione.

FABR. Non vi riceverà certamente.

FRIP. Fatele fare una tazza di cioccolato: invitatela a favorirmi.

FABR. Io so che non siete portato a conversar con donne. come ora vi viene una simile fantasia?

FRIP. Io non amo le donne. ma le cose estraordinarie mi piacciono.

FABR. Avrei anch'io piacere che la vedeste. Chi sa? Veggendo un uomo ricco, attempato e da bene, potrebbe darsi che vi confidasse le sue miserie.

FRIP. Ed io sarei pronto a soccorrerla di buon cuore, di buona voglia, senza malizia.

FABR. Aspettate, che voglio provarmi.

FRIP. Che il cioccolato sia pronto.

FABR. Sì, signore: dirò che ne portin due tazze. Lasciate prima ch'io veda, se vuol venire. (batte alla camera, gli aprono, ed entra)

 

 

 


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