Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA   Lindana, Marianna ed il suddetto

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SCENA DODICESIMA

 

Lindana, Marianna ed il suddetto.

 

LIND. Chi è che si vanta saper chi sono? (a monsieur la Cloche)

CLO. Io, signora.

LIND. Ebbene, chi credete voi ch'io mi sia?

CLO. Negherete voi di essere una scozzese?

MARIAN. (Eh! l'ha conosciuta sicuramente).

LIND. Io non nego la verità: sono di Scozia, è vero. sapete altro?

CLO. E so che siete fanciulla nobile e fuggitiva.

MARIAN. (Siamo precipitate). (da sé)

LIND. Come sapete voi ch'io sia nobile? Come sapete voi ch'io sia fuggitiva?

CLO. Confidatevi meco, e non dubitate. Se milord Murrai vi ha innamorata in Iscozia. se vi ha sedotta a fuggire dalla casa paterna. se vi trovate in angustie per sua cagione, fidatevi di me, e non temete. Posso io liberarvi da quel pericolo che vi sovrasta.

MARIAN. (Respiro. È uno stolido: non sa niente).

LIND. Signore, io credo di conoscere voi più di quello che voi conosciate me. La vostra supposizione, riguardo a me, è lontanissima dalla verità. ed io son certa non ingannarmi, supponendovi un bello spirito, un macchinatore. Voi veniste con artifizio a parlarmi, non so se mosso da un'indiscreta curiosità, o da qualche motivo ancora meno lodevole: qualunque siate, vergognatevi di un così basso procedere con una donna che, sconosciuta ancora, merita qualche stima, e che svelandosi vi farebbe forse arrossire. Voi sapete ch'io sono afflitta: ecco tutto quello che di me può sapersi e il voler accrescere le sventure a una sventurata, è segno d'animo poco umano. Io sono in odio della fortuna. ma quella non mi può togliere la mia costanza: non mi spaventa nessuno, ed abborrisco più della morte l'immagine di una bassezza, di una viltà, e quell'indegno artifizio di cui vi servite per umiliarmi. (parte)

MARIAN. Avete sentito? Andate ora, e vantatevi che la conoscete.

CLO. Vedrà fra poco il buon effetto delle sue impertinenze. (parte)

MARIAN. Brava la mia padrona, bravissima! Ora le vo' più bene che mai. Se stava a me, confesso la mia debolezza, sarei caduta imprudentemente. Ella è assai buona, ma è altrettanto avveduta. Ah per bacco! dicano quel che vogliono: fra le donne vi sono degli spiriti, de' talenti, che non hanno invidia degli uomini. Se le donne ... Ma a che serve lo studio? La migliore scienza del mondo è l'onestà, la prudenza, e il sapersi reggere nelle disgrazie, far fronte alla cattiva fortuna, rispettar tutti, e farsi da tutti portar rispetto. (parte)


 

 

 


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