Carlo Goldoni
Lo scozzese

ATTO QUARTO

SCENA PRIMA   Friport e Fabrizio

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ATTO QUARTO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Friport e Fabrizio

 

FRIP. Ho piacere che sia venuto da voi quel galantuomo che meco ha viaggiato.

FABR. M'immagino che voi sapete chi è.

FRIP. Non so niente.

FABR. È molto che in un viaggio di parecchi mesi non gli abbiate fatta qualche interrogazione.

FRIP. Io non dico i fatti miei, e non domando quelli degli altri.

FABR. Come dunque vi siete interessato a provvederlo d'alloggio?

FRIP. Voi siete un uomo da bene: mi parve egli onest'uomo. Credo che stiate bene insieme. ed ho avuto intenzione di far cosa buona per tutti e due.

FABR. Per parte mia vi ringrazio. Non so poi s'egli rimarrà soddisfatto. Mi pare di un carattere singolare. Non vuol vedere nessuno: si è chiuso in camera. e quando ho mandato le genti di casa mia per servirlo in tavola, prima d'aprire ha voluto sapere chi erano, cosa volevano, e ha fatto loro cento interrogazioni.

FRIP. Caratteri, temperamenti: il mondo è bello per questo.

FABR. Quest'uomo mi sospetto. È troppo guardingo. teme troppo di tutto.

FRIP. Caro amico, voi siete un albergatore. Fate il vostro mestiere, e non pensate più in .

FABR. Dite benissimo. Così voglio far per l'appunto. e così ho fatto finora con questa giovane sconosciuta.

FRIP. A proposito. Non mi ricordava più che ci fosse.

FABR. Possibile che non vi ricordaste di lei?

FRIP. Da galantuomo, non mi passava per mente.

FABR. Vi ricorderete bene d'averla beneficata.

FRIP. Non è necessario ch'io me lo rammenti. Chi fa del bene senza interesse, può scordarselo senza difficoltà.

FABR. Non ha voluto ricevere le cinquanta ghinee.

FRIP. Peggio per lei.

FABR. Io per altro, se vi contentate, le terrò in deposito per le sue occorrenze.

FRIP. Sono nelle mani di un galantuomo.

FABR. (Questi è veramente uomo da bene!)

FRIP. Oggi non ho niente che fare. Sono venuto qui a passare il resto della giornata. Fatemi portare il caffè. Se vuol venire l'incognita, mi divertirò. (siede al tavolino)

FABR. Sapete il di lei costume. Sarà difficile ch'ella venga.

FRIP. Se non vuol venire, tralasci. Andate dal mio compagno di viaggio: ditegli ch'io sono qui. Ditegli se vuole che ci rivediamo prima ch'io parta.

FABR. Siete in disposizione di partir presto?

FRIP. Prestissimo.

FABR. Per dove?

FRIP. Siete un poco curioso, signor Fabrizio.

FABR. Scusatemi. Egli è perché ho dell'amore per voi.

FRIP. Egli è perché avete della curiosità.

FABR. Siete voi disgustato per questo?

FRIP. Buon amico, fatemi portare il caffè! buon amico. (con giovialità)

FABR. Vi servo subito. (Di questi uomini se ne danno pochi nel mondo). (si accosta alla scena) Ehi! porta il caffè per il signor Friport.

SERV. Ecco il caffè, signore.

FRIP. Lasciatemi qui le tazze, la coccoma, lo zucchero ed ogni cosa. Voglio berne una, due, tre chicchere, quante voglio: andate. (al Servitore, che parte)

FABR. Lasciatevi servire. (vuol versar il caffè)

FRIP. No, voglio far da me: mi diverto. (si va servendo da sé)

FABR. (Accomodatevi). Come! Un messo del Criminale? Qui non vengono di queste genti: che cosa vorrà costui? (osservando)

 

 

 


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