Carlo Goldoni
La scuola di ballo

ATTO QUINTO

SCENA SECONDA   Madama e detto.

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SCENA SECONDA

 

Madama e detto.

 

MAD.

Serva, signor fratello.

RIG.

O mio tesoro,

Che fate? state bene?

MAD.

In su le piume

Ho preso sei minuti di ristoro.

RIG.

Cioè avete dormito.

MAD.

Per costume,

Talor mi piace il parlar figurato.

RIG.

Di metafore ho anch'io qualche barlume.

MAD.

Il linguaggio comune è sciagurato;

Dir: mi vo' maritare, è un dir villano;

Meglio è detto: son presso a prender stato.

RIG.

È elegante, egli è ver; ma non è strano.

Meglio detto sarebbe a parer mio:

Vo' dar pastura al mio desire insano.

MAD.

Turba d'insani giubilar vegg'io,

E l'impazzire colla maggior parte

Lodar sovente, ed approvar s'udio.

RIG.

Mi sovviene aver letto in dotte carte:

Non si conosce il mal se non si prova;

Non si conosce il ben se non si parte.

MAD.

Sempre chi cerca il bene, il mal non trova.

RIG.

Ma se ritrova il mal, tardi si pente;

Ché il pentirsi da sezzo nulla giova.

MAD.

Lo soffre in pace chi al desir consente.

RIG.

Non è saggio colui che arrischia il bene.

MAD.

Chi non arrischia, non guadagna niente.

RIG.

Sorella, in cuor qual fantasia vi viene?

MAD.

Non perdiamo di vista il parlar colto.

Mi mette in frega il coronato Imene.

RIG.

Il piacer d'Imeneo non dura molto.

MAD.

Amore ed Imeneo son due fratelli.

RIG.

Non vi fidate del fratel d'un stolto.

MAD.

Come fia, che l'amor stolto s'appelli,

Se la natura ha destinato al mondo

Uomini a conservar, belve ed augelli?

RIG.

Brevemente all'obbietto io vi rispondo.

Serva chi vuole al dritto di natura;

Perché abbiam noi da sofferir tal pondo?

MAD.

O legger pondo! o amabile sciagura!

O soavi martirî! o dolci pene!

O catena d'amor lieve e non dura!

RIG.

Sorella mia, da ridere mi viene;

Siete assai romanzesca, e chi vi sente,

Ci dirà che siam pazzi da catene.

MAD.

Del nostro ragionar che sa la gente?

Parlo fra voi e me; per darvi gusto,

Parlerò dunque più trivialmente.

Signor fratello mio, parvi sia giusto

Di pensare una volta a maritarmi?

RIG.

Ve l'avete trovato il bellimbusto?

MAD.

Io ci ho da stare ed io vo' soddisfarmi.

Basta che non mi abbiate a contradire,

Se la mia dote pregovi di darmi.

RIG.

L'umido e la stagion mi fe' assordire.

Non intendo a suonar questa campana.

MAD.

Tristo è quel sordo che non vuol sentire.

RIG.

Siete giovane assai, cara germana;

Tempo non manca da soffrire i guai;

Un altro anno, si dice alla Befana. (via)

MAD.

Questa risposta me la figurai.

Se l'anno aspetto che al fratel sia in grado,

Le mie calende non arrivan mai.

Fatt'ho quel che conviene al sesso e al grado;

Sola saprò col condottier Cupido

Nella valle d'amor passare il guado. (via)

 

 

 


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