Carlo Goldoni
La scuola moderna

ATTO PRIMO

SCENA QUATTORDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Drusilla, Belfiore e Lindoro in disparte.

 

DRUS.

Venga, venga, signore;

Ben venga il più bel fiore

Degli uomini di garbo e di virtù,

Scorno della più fresca gioventù.

BELF.

Cara Drusilla, voi mi consolate,

Ma temo che adulate

Per troppa cortesia...

DRUS.

Vi dico il ver, su l'innocenza mia;

Ma voi di me piuttosto

Vi prenderete spasso; (fingendo tenerezza)

Vorrete innamorarmi

Col pensiero crudel d'abbandonarmi.

LIND.

(Troppo, troppo).

BELF.

Drusilla,

Mi fate intenerire...

Io mi sento morire...

Vi giuro fedeltà.

DRUS.

Di questa verità

Qual segno a me darete?

BELF.

Ecco la mano.

DRUS.

L'accetterei, signore;

Ma se vuota è la man, non credo al core.

LIND.

(Brava, brava!)

BELF.

(Caduta è sul proposito.

Farei... Ma non vorrei far un sproposito).

DRUS.

(L'interesse e l'amor sono in duello).

BELF.

(Belfior, stiamo in cervello.

Ma sono innamorato:

Ragion non sento, ed il cervello è andato).

DRUS.

(Che mai risolverà?)

BELF.

Maestrina cara,

Son nelle vostre mani;

Tutto farò per voi; d'amore in segno,

Eccovi in questo anello il primo pegno.

LIND.

(Bene, bene).

DRUS.

Signore, io son confusa;

A prender non son usa;

Mi son tutta commossa,

Vengo dalla vergogna rossa rossa.

BELF.

Ma voi, voi, se mi amate,

Qual prova a me ne date?

LIND.

(Or viene il buono!)

DRUS.

Io tutta vostra sono,

Caro il mio bel vecchietto.

Con questo bel visin, che par di cera,

Tutta vostra sarò mattina e sera.

LIND.

(Troppo, troppo).

BELF.

(Mi sento intenerire).

LIND.

(Più non posso soffrire).

DRUS.

Quegli occhietti

Sono così furbetti! Questa mano

Io bacio per rispetto.

LIND.

(Più soffrire non posso).

BELF.

Oh che diletto!

Cara, fra queste braccia...

LIND.

Signor, buon pro vi faccia.

Vi rendo soggezione?

BELF.

Via di qua, bernardone.

DRUS.

(Sta in cervello).

Signor, mirate in quello,

Che franco a noi sen viene,

Un nipote fedel che vi vuol bene.

S'è accorto che mi amate,

Che per me sospirate, e tutto il giorno

Di voi mi parla, e con ragioni accorte

Mi persuade ad esservi consorte.

(Seconda, abbi giudizio).

BELF.

Tu sei ancor novizio,

Ma spero ti farai. Bravo! ne godo,

Bernardoncin, ti lodo;

E perché grato io sono,

Prendi tu questa borsa: io te la dono.

LIND.

(Una borsa? Drusilla, io mi contento).

DRUS.

(Gran virtude dell'oro e dell'argento!)

BELF.

Dunque sarete mia?

DRUS.

Con mio diletto

Sarò di quel visetto. (mirando Lindoro)

BELF.

E sperar posso

Al mio sincero amor premio e mercede?

DRUS.

Con questa man vi giuro la mia fede.

(stringe la mano a Lindoro dietro a Belfiore)

LIND.

Quanto ne godo anch'io!

Viva il mio caro zio!

DRUS.

Per voi mi moro.

BELF.

Cara Drusilla mia, caro Lindoro.

 

Dolce e caro il mio tesoro,

Per te peno, per te moro.

DRUS.

Ah pur troppo peno anch'io,

E perché lo sa il cor mio.

BELF.

Cara, cara.

DRUS.

Caro, caro.

LIND.

Senta, senta, mio padrone. (a Belfiore)

BELF.

Bernardone, bernardone. (a Lindoro)

Mia sarete? (a Drusilla)

DRUS.

Se vorrete.

LIND.

Domandato è in verità. (a Belfiore)

BELF.

Va in malora, via di qua.

DRUS.

Zitto, zitto, taci .

BELF.

Per te, cara, io vivo in pene.

DRUS.

Io vi voglio tanto bene.

LIND.

signore, viene, viene. (verso la scena)

BELF.

Con chi parli?

DRUS.

È domandato.

LIND.

Traditora! (a Drusilla)

DRUS.

Sconsigliato! (a Lindoro)

BELF.

Bernardone, m'hai beffato.

LIND.

No, davvero, ve lo giuro.

DRUS.

È innocente, v'assicuro.

LIND.

La mia fede a voi prometto.

DRUS.

Io vi stringo stretto stretto.

BELF.

Oh che gioia, oh che diletto!

a tre

Che piacere amor mi !

Viva, viva la bontà! (partono)


 

 

 


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