Carlo Goldoni
La scuola moderna

ATTO SECONDO

SCENA UNDICESIMA

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SCENA UNDICESIMA

 

Drusilla, poi Leonora, poi Belfiore

 

DRUS.

Giovinotti, vedete

Come i vecchi da noi trattati sono.

Finché godete il dono

Di bella gioventù, sposa cercate:

Che se voi aspettate

A maritarvi con il pel canuto,

Piangerete il bel tempo invan perduto.

LEON.

Eh, signora maestra mia padrona,

Favorisca di grazia. Ho inteso dire

Un certo non so che. Di sincerarmi

Son venuta a pregarla.

DRUS.

Io son pronta, signora, a sincerarla.

(Questa frasca mi punge).

LEON.

Un certo fatto

Raccontato mi fu, ma non lo credo.

Diconmi che mio padre,

Senza alcuna ragione,

Faccia a lei donazione;

Ma ciò creder non puote il mio pensiero.

DRUS.

Eh lo creda, lo creda, è vero, è vero.

LEON.

Come? dispone il padre

Con danno della figlia?

Chi a far ciò lo consiglia?

DRUS.

Il proprio core.

LEON.

Dite piuttosto il vostro finto amore.

Tutto so, signorina;

Ma innanzi domattina

Domanderò giustizia,

Scoprirò la malizia,

E mio padre saprà che il suo tesoro,

Lui fingendo d'amar, ama Lindoro.

DRUS.

Non è vero, mentite;

Non fingo, come voi, semplicità.

Ma il padre lo saprà;

Saprà che quel visetto modestino,

Fingendo amar la scola, ama Lesbino.

LEON.

Tutta vostra bontà; son fatta destra

Sotto l'abilità di tal maestra.

DRUS.

Povera semplicetta!

Tu ne sai più di me.

LEON.

Ma io non rubo

La roba altrui, per far la mia fortuna.

DRUS.

A me questo? Cospetto della luna!

Io non so chi mi tenga

Non ti faccia provar lo sdegno mio

Con queste mani.

LEON.

Eh, ho le mani anch'io.

DRUS.

Temeraria, insolente,

Sfacciata, impertinente:

Or or prendo un bastone.

LEON.

Ma tagliata sarà la donazione.

DRUS.

Questo non sarà mai.

LEON.

Dimani lo vedrai.

DRUS.

Ed io ti scannerò pria di domani.

LEON.

Alto vi dico, che ho ancor io le mani.

 

DRUS.

Petulante, sfacciatella.

LEON.

Assassina, menzognera.

a due

Sì, mi voglio vendicar.

BELF.

Alto, alto, pazzarella.

DRUS.

Venga qua, signor Belfiore.

LEON.

Signor padre, ascolti me.

DRUS.

Sposo amato.

LEON.

Genitore.

BELF.

Cosa è stato? Cosa c'è?

DRUS.

Quella vostra figliolina...

LEON.

Quella sposa modestina...

DRUS.

Vi schernisce.

LEON.

Vi tradisce.

a due

Ve lo giuro in verità.

BELF.

Ahi, che sento! che sarà?

Dimmi tu, ma come è andata? (a Leonora)

DRUS.

Tutto, tutto io vi dirò.

BELF.

La mia figlia è innamorata? (a Drusilla)

LEON.

Tutto, tutto io scoprirò.

BELF.

Maledette, state zitte,

Nulla intendo, e nulla so.

DRUS.

Voglio dirvi...

LEON.

Dir volea...

BELF.

Oh che imbroglio! Più non voglio

Con due pazze delirar.

DRUS.

Qua venite...

LEON.

Qua sentite...

BELF.

Siete pazze da legar.

a tre

Che dispetto - che ho nel petto!

Mi potessi almen sfogar! (partono)


 

 

 


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