Carlo Goldoni
La scuola moderna

ATTO TERZO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Sala in casa d'Ergasto.

 

Ergasto, Doralba e Rosmira

 

ERG.

Compatite, Doralba,

Se in casa mia venir v'ho supplicato.

DOR.

Io non avrei negato

Ad Ergasto gentil favorlieve.

ERG.

Ed il perché voi lo saprete in breve.

DOR.

Non mi fate penar. Son donna alfine;

Vi è noto della donna

Il curioso desio.

ERG.

Udite, già il cor mio

Smania, pena, sospira

Per amor di Rosmira. Io so che voi

Sdegnate la nipote

Mirar prima di voi fatta la sposa;

Onde, se desiate aver marito,

Vi ho trovato, Doralba, un buon partito.

DOR.

E chi mai?

ERG.

Quello stesso

Signor Belfior che sdegna una ragazza,

E che per vostro amor smania ed impazza.

DOR.

Che ne dite, Rosmira?

ROSM.

Io non contrasto,

Purché mi diate Ergasto.

DOR.

Lo cedo al vostro amore,

Purché sia mio Belfiore.

ERG.

Ecco ch'ei viene.

DOR.

(Far di necessità virtù conviene).

 

 

 


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