Carlo Goldoni
Il signor dottore

ATTO PRIMO

SCENA UNDICESIMA   Camera in casa di Beltrame.   Pasquina e Fabrizio

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SCENA UNDICESIMA

 

Camera in casa di Beltrame.

 

Pasquina e Fabrizio

 

PASQ.

Certo il signor dottore,

Il signor Bernardino mio fratello,

Uscito è fuor di casa.

FABR.

Il cioccolato

Io gli avea preparato.

Che torni aspetterò. Con voi frattanto,

Cara Pasquina mia,

Goderò questo tempo in compagnia.

PASQ.

No, no, Fabrizio; andatevene pure.

Se viene il signor padre

Ed il signor dottore,

Se mi trovan con voi, faran rumore.

FABR.

Perché? non sono io solito

Venir con confidenza?

PASQ.

Sì, ma v'è differenza.

FABR.

Quel Fabrizio non son che sempre fui?

PASQ.

Ora il signor dottor comanda lui.

FABR.

E per questo?

PASQ.    

E per questo,

Se avrò da maritarmi,

Qualche cosa di buon vorrà trovarmi.

FABR.

Qualche cosa di buono!

Io dunque cosa sono?

Qualche cosa di tristo e scellerato?

PASQ.

Voi non siete per anche addottorato.

FABR.

Che importa?

PASQ.

Importa molto.

Usano le famiglie

L'uguaglianza cercar nei matrimoni.

Mettere non si può

La casa di un speziale

Colla nostra famiglia dottorale.

 

Fabrizio caro, Fabrizio bello,

Ve lo confesso, voi siete quello

Che mi ha ferito nel seno il cor.

Ma ho da dipendere,

Se vi ho da prendere,

Dall'illustrissimo signor dottor.

Non si propone, non si dispone,

Non si fa niente senza il dottor.

Tutto va bene, tutto è perfetto,

Quando l'ha detto - prima il dottor.

Fabrizio bello, Fabrizio caro,

Son la sorella di un gran dottor. (parte)

 

 

 


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