Carlo Goldoni
Il signor dottore

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Camera in casa della Contessa.   La Contessa ed un Servitore, poi Don Alberto

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera in casa della Contessa.

 

La Contessa ed un Servitore, poi Don Alberto

 

CONT.

Venga pur don Alberto. (al Servitore che parte)

Convien dir che davvero

Sia di me innamorato,

Se non si sazia mai di starmi allato.

L'amor non mi dispiace,

Ch'ei mi suole mostrar; ma qualche volta

Gli do qualche tormento

Per un semplice mio divertimento.

ALB.

Perdonate, signora,

Se nuovamente a importunarvi io torno.

CONT.

Voi siete qui tre o quattro volte al giorno.

ALB.

Quest'amaro rimprovero

Mi passa il cor. Non mi credea, il protesto,

Dover essere a voi così molesto.

CONT.

(Ho piacer di vederlo

Un poco a delirar). (da sé)

ALB.

Da voi tornato

Sono per congedarmi;

Alla città portarmi

Deggio per un affar.

CONT.

Quando si spera

Di rivedervi al Borgo?

ALB.

Innanzi sera.

CONT.

Ora mi consolate.

Subito che tornate,

Favorite venire in casa mia,

Che ho piacer della vostra compagnia.

ALB.

Ora mi deridete.

CONT.

Ah no, vi accerto,

Non vi è nessuno al mondo

Ch'io stimi più di voi.

ALB.

Oh me felice,

Se fosse ver!

CONT.

Il dubitar non lice.

ALB.

Dunque lieto ne andrò.

CONT.

Tornate presto;

E il tempo che qui resto

Senza di voi, vedrò di passar l'ore

Con quel gentil dottore

Ch'è arrivato testé bello e giocondo,

Ch'è il più amabile uom di questo mondo.

ALB.

Vi piace?

CONT.

Estremamente.

ALB.

Divertitevi seco,

Dunque, se lui vi preme.

CONT.

Se verrete ancor voi, staremo insieme.

ALB.

Compatite, signora, io non son uso

Con gli sciocchi trattare, e mi stupisco

Che lo trattiate voi.

CONT.

Sciocco il dottore?

Voi non sapete niente:

Egli è un uomo gentil, vago e sapiente.

ALB.

(Questo è troppo soffrir). (da sé)

CONT.

(Smania il meschino).

ALB.

Ah, comprendo pur troppo il mio destino.

Ciascun la grazia vostra

Meglio di me può meritar. Mi veggo

Fieramente avvilito,

Se un indegno rival mi è preferito.

 

Conosco e vedo

Ch'è un folle inganno,

Se all'arte credo

Di un cuor tiranno,

Che si compiace

Nel tormentar.

Ma a quell'indegno

Non la perdono;

Son nell'impegno,

Saprà chi sono,

speri in pace

Di trionfar. (parte)

 

 

 


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