Carlo Goldoni
Il signor dottore

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   La Contessa, poi Don Alberto

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SCENA TERZA

 

La Contessa, poi Don Alberto

 

CONT.

Che importa che nel Borgo

Non vi siano commedie? Assai più vagliono

Di tutte le invenzioni teatrali

I caratteri nostri originali.

Oggi andrò a divertirmi

Con il signor dottore,

E fin ch'ei dura a delirar così.

Ma don Alberto un'altra volta è qui.

ALB.

Signora, ho un poco meglio

Pensato ai casi miei;

Veggo che non potrei

Soffrir la dura pena

Di vedermi schernir dall'idol mio,

Onde vi vengo a dar l'estremo addio.

CONT.

Quali follie son queste?

Di voi mi maraviglio.

Se andar vi preme, andate;

Ma vuò che ritorniate.

Lo voglio, lo comando,

Con quella autorità che su quel core

Voi mi donaste e mi concede amore.

 

Caro, nel dirmi addio

Voi mi piagate il cor;

Non mi affliggete ancor,

Non vuò penar così.

Tenera sono anch'io,

Provo le fiamme in sen;

Ma tollerar convien

Fino che giunga il . (parte)

 

ALB.

Le credo o non le credo?

Ah, il di lei core non vedo.

Basta; ritornerò. Fidarmi io voglio

Ch'ella mi sia sincera.

Quello che si desia, si crede e spera. (parte)

 

 

 


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