Carlo Goldoni
Il signor dottore

ATTO TERZO

SCENA NONA   Fabrizio, Rosina e detti

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SCENA NONA

 

Fabrizio, Rosina e detti.

 

FABR.

Perdonate, di grazia.

BELT.

E che volete?

PASQ.

Ve ne potete andare.

BERN.

(Ah, Rosina mi vuol perseguitare). (da sé)

ROS.

Noi non siam qui venuti

Le nozze a disturbar di lor signori.

Godino pur de' fortunati amori.

FABR.

Anzi, se si contentano,

Nel loro matrimonio

Posso servire anch'io di testimonio.

BELT.

(Non facciamo rumori:

Tacete, e sopportate). (a Bernardino)

Se volete restar, dunque restate. (a Fabrizio e Rosina)

ROS.

(Chi principia di noi?) (piano a Fabrizio)

FABR.

(Meglio sarà che principiate voi). (piano a Rosina)

ROS.

Ascoltate, signori:

Vi son certi rumori

Sparsi per tutto il Borgo,

Che sia il signor dottore

Dottorato non già, ma un impostore.

BELT.

Ah, lingue scellerate!

Subito immantinente

Va a prendere il diploma;

Che si mandi per tutto,

Alle case, ai ridotti, alle botteghe,

L'autentica legal del dottorato.

BERN.

Ancor non mi hanno dato

Il privilegio mio, perché vi mancano

I rotondi sigilli e le coperte,

E l'arma nostra ricamata in oro.

BELT.

L'arma, l'oro, i sigilli! oh che tesoro!

FABR.

Ma intanto per il Borgo

Di lui si parla male.

BELT.

Cosa sapete voi, signor speziale?

CONT.

Se alcuno ha qualche dubbio,

Se del signor dottore

Il ver brama sapere,

Il signor cancelliere,

Ch'è andato e ritornato

Oggi dalla città,

È informato di tutto, e lo dirà.

BERN.

Non occor che s'incomodi. (a don Alberto)

BELT.

Eh, lasciamolo dire. (a Bernardino)

Cosa sapete voi? (a don Alberto)

ALB.

Portata ho meco

La copia del diploma autenticata.

Eccola qui firmata. (mostra un foglio a Beltrame)

Mirate i testimoni

E il segno notariale.

BELT.

Cosa direte voi, signor speziale?

BERN.

(Che diavolo sarà?) (da sé)

BELT.

Via, leggetela un po', giacché siam qui.

ALB.

Ascoltatela ben; dice così.

Noi qui a piè sottoscritti,

Per onor, per decoro

Del dottorale nobile ornamento,

Fede facciam con nostro giuramento

Che Bernardin dal Borgo

Non fu mai laureato;

Che i quattrini ha mangiato

Al pover genitore;

Non fu, non è, né sarà mai dottore.

BELT.

Bernardino!

BERN.

Dirò la verità.

Son dottore benissimo,

Rispetto al mio saper; mancami solo

La solita funzion. Se voi volete

Replicare il danaro un sborsato,

Torno subitamente addottorato.

BELT.

Ah ! ah manigoldo! in tal maniera

Assassini tuo padre? Io, io senz'altro

Vuò addottorarti, indegno,

Con un pezzo di legno. Ah, disgraziato!

Per il tuo gran sapere

Tu tornasti un somaro, ed io un messere. (parte)

PASQ.

(Povera me! m'ha colto

Un fulmine improvviso.

Non ho cuor di mirar nessuno in viso). (parte)

CONT.

Serva, signor dottore,

Ella ha speso assai bene i suoi denari.

Imparate a mentir con le mie pari. (parte)

ALB.

Imparate a usurpar con tal dispregio

Del degno alloro il venerabil fregio. (parte)

FABR.

Signor, se tal rimprovero

Vi causa indigestione,

Anderò a prepararvi una pozione. (parte)

 

 

 


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