Carlo Goldoni
Il signor dottore

ATTO TERZO

SCENA DECIMA   Bernardino e Rosina

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SCENA DECIMA

 

Bernardino e Rosina

 

BERN.

(Povero Bernardin! son disperato). (da sé)

ROS.

(Mi voglio vendicar di questo ingrato). (da sé)

 

BERN.

Ah Rosina, io son perduto,

E di me cosa sarà?

A voi sola chiedo aiuto,

Spero sol da voi pietà.

ROS.

Dice a me, signor dottore?

Non lo credo in verità;

Avvilir non deve il cuore

Un signor di qualità.

BERN.

Gioia mia, chiedo perdono.

ROS.

No, sì stolida non sono.

a due

Che tormento - che mi sento!

Che martello - amor mi !

BERN.

Rosina bella, eccomi qui.

ROS.

Ah, se credessi... direi di sì.

BERN.

Se mi volete,

Vostro son io.

ROS.

Vi sdegnerete

Dell'amor mio.

BERN.

No, mio tesoro,

Che per voi moro.

ROS.

Ah traditore,

Mi rubi il cuor.

a due

Queste son glorie,

Son le vittorie

Del dio d'amor.

BERN.

Dammi la mano, o cara.

ROS.

Son di un dottore indegna.

BERN.

Dammi la mano, o bella.

ROS.

La nobiltà si sdegna.

BERN.

Non tormentarmi più.

ROS.

Un mancator sei tu.

Meriteresti...

BERN.

Il so.

ROS.

M'inganneresti?

BERN.

Ah, no.

a due

Quello ch'è stato, è stato;

Torni ridente il fato

Delle mie brame al par;

E d'Imeneo la face

Renda al mio cor la pace,

Tornisi a giubilar.(partono)

 

 

 


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