Carlo Goldoni
Le smanie per la villeggiatura

ATTO SECONDO

Scena Settima. Filippo e Brigida

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Scena Settima. Filippo e Brigida

 

Camera in casa di Filippo.

 

BRIGIDA: Sicché dunque il signor Leonardo ha mandato a dire che non può partire per ora?

FILIPPO: Sì certo, l'ha mandato a dire. Ma ciò non sarebbe niente. Può essergli sopraggiunto qualche affare d'impegno. Non stimo niente. Mi fa specie che ha mandato alla posta a levar l'ordine dei cavalli per lui e dei cavalli per me, come s'egli avesse paura ch'io non pagassi, e che dovesse toccar a lui a pagare.

BRIGIDA: (L'ho detto io, l'ho detto. La padrona vuol far di sua testa, che il cielo la benedica).

FILIPPO: Io non mi aspettava da lui questo sgarbo.

BRIGIDA: E così, signor padrone, come avete pensato di fare?

FILIPPO: Ho pensato che posso andar in campagna senza di lui, che posso avere i cavalli senza di lui, e li ho mandati a ordinare per oggi.

BRIGIDA: Se è lecito, quanti cavalli avete ordinato?

FILIPPO: Quattro, secondo il solito, per il mio carrozzino.

BRIGIDA: E per me, poverina?

FILIPPO: Bisognerà che tu ti accomodi a andar per mare.

BRIGIDA: Oh! per mare non ci vado assolutamente.

FILIPPO: E come vorresti tu ch'io facessi? Ch'io levassi per te una sedia? Fino che ci fosse stato il cameriere del signor Leonardo, per una metà avrei supplito alla spesa, ma per l'intiero sarebbe troppo, e mi maraviglio che tu abbia tanta indiscretezza per domandarlo.

BRIGIDA: Io non lo domando, io mi accomodo a tutto. Ma fatemi grazia: il signor Ferdinando non viene anch'egli con voi?

FILIPPO: Sì, è vero: doveva andar col signor Leonardo, ed è venuto poco fa a dirmi che verrà con me.

BRIGIDA: Bisognerà che pensiate voi a condurlo.

FILIPPO: E perché ci ho da pensar io?

BRIGIDA: Perché egli intende di venire per farvi grazia. Perché egli è solito andar in campagna, non per divertimento, ma per mestiere. Se conduceste con voi l'architetto, il pittore, l'agrimensore, per impiegarli in servizio vostro, non dovreste loro pagare il viaggio? Lo stesso dovete fare col signor Ferdinando che vien con voi per fare onore alla vostra tavola, e per divertire la compagnia. E se conducete lui, non sarebbe gran cosa che anche me; e se non vado in calesso col cameriere del signor Leonardo, posso andare in calesso col signor cavaliere del dente.

FILIPPO: Brava, io non ti credevaspiritosa. Hai fatto un bel panegirico al signor Ferdinando. Basta, se sarò costretto a pagar il viaggio al signor cavaliere del dente, sarà servita la signora contessa della buona lingua.

BRIGIDA: Sarà per sua grazia, non per mio merito.

FILIPPO: Chi c'è in sala?

BRIGIDA: C'è gente.

FILIPPO: Guarda un poco.

BRIGIDA: È il signor Fulgenzio. (Dopo averlo osservato.)

FILIPPO: Domanda di me forse?

BRIGIDA: Probabilmente.

FILIPPO: Va a veder cosa vuole.

BRIGIDA: Subito. Chi sa che non sia un altro ospite rispettoso, che venga ad esibirvi la sua umile servitù in campagna?

FILIPPO: Padrone. Mi farebbe piacere. Con lui ho delle obbligazioni non poche, e poi in campagna io non ricuso nessuno.

BRIGIDA: Non ci dubitate, signore, non vi mancherà compagnia. Dove c'è miglio, gli uccelli volano, e dove c'è buona tavola, gli scrocchi fioccano. (Parte.)

 


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