Carlo Goldoni
Le smanie per la villeggiatura

ATTO SECONDO

Scena Undicesima. Giacinta, poi Brigida

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Scena Undicesima. Giacinta, poi Brigida

 

GIACINTA: Nulla mi preme del signor Guglielmo. Ma non voglio che Leonardo si possa vantare d'averla vinta. Già son sicura che gli passerà, son sicura che tornerà, che conoscerà non essere questa una cosa da prendere con tanto caldo. E se mi vuol bene davvero, com'egli dice, imparerà a regolarsi per l'avvenire con più discrezione, ché non sono nata una schiava, e non voglio essere schiava.

BRIGIDA: Signora, una visita.

GIACINTA: E chi è a quest'ora?

BRIGIDA: La signora Vittoria.

GIACINTA: Le hai detto che ci sono?

BRIGIDA: Come voleva, ch'io dicessi, che non ci è?

GIACINTA: Ora mi viene in tasca davvero: e dov'è?

BRIGIDA: Ha mandato il servitore innanzi. È per la strada che viene.

GIACINTA: Valle incontro. Converrà ch'io la soffra. Ho anche curiosità di sapere se viene o se non viene in campagna; se vi è novità veruna. Venendo ella a quest'ora, qualche cosa ci avrebbe a essere.

BRIGIDA: Ho saputo una cosa.

GIACINTA: E che cosa?

BRIGIDA: Ch'ella pure si è fatto un vestito nuovo, e non lo poteva avere dal sarto, perché credo che il sarto volesse esser pagato; e c'è stato molto che dire, e se non aveva il vestito, non voleva andare in campagna. Cose, cose veramente da mettere nelle gazzette. (Parte.)


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