Carlo Goldoni
Lo speziale

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA   Cecchina con un cestello d'erbe, e detto.

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SCENA SECONDA

 

Cecchina con un cestello d'erbe, e detto.

 

CECC.

Chi è qui? si può venire?

MENG.

Sì, venite, Cecchina;

Graziosa contadina,

Cosa avete di bello

In quel vostro cestello?

CECC.

I' ci ho della gramigna,

E ci ho della cicoria,

E delle madreviole,

Raccolte questa mane innanzi al sole.

MENG.

L'erba per lo speziale

È il miglior capitale;

Date qui, date qui, ragazza mia.

CECC.

Con buona grazia di vussignoria. (ripone il cestello)

MENG.

Non le volete dare?

CECC.

Le volete comprare?

MENG.

Certo, le comprerò.

CECC.

Prima pagate, e poi ve le darò.

MENG.

Come! non vi fidate?

CECC.

La mia mamma

M'ha detto tante volte:

«Guardati, figlia mia, non ti fidare;

Non ti lasciar dagli uomini gabbare».

MENG.

Cara la mia Cecchina,

Siete pur graziosina!

CECC.

Mengoncino,

Non ho neanche un quattrino,

E ancora non ho fatta colazione.

MENG.

Giacché non v'è il padrone,

Facciamo un'insalata presto presto.

CECC.

Andate via, non mi toccate il cesto.

MENG.

Se lo tocco, nol guasto.

CECC.

Eh, la mia mamma

Mi ha detto: «Figlia mia, guardati bene.

Se l'uomo vuol toccar, non esser sciocca:

L'uomo è focoso, e brucia dove tocca».

MENG.

Ma se così farete,

L'erbe non venderete.

CECC.

Non importa,

Le tornerò a portare a casa mia,

Ma non voglio arrischiar la mercanzia.

 

Ho poco capitale,

Ho poco d'arrischiar,

Ma l'ha da pagar bene

Chi lo vorrà comprar.

Non basta che vi sia

La buona mercanzia;

Con gli uomini conviene

Saperla trafficar. (parte)

 

 

 


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