Carlo Goldoni
La sposa persiana

ATTO SECONDO

Scena terza. Machmut, Fatima coperta dun velo, ed Osmano, preceduti da vari instrumenti; e seguito di schiavi, che portano su vari bacini la dote delta Sposa

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Scena terza. Machmut, Fatima coperta d’un velo, ed Osmano, preceduti da vari instrumenti; e seguito di schiavi, che portano su vari bacini la dote delta Sposa

 

OSMANO Figlia, questo che premi, del tuo sposo il suolo:

Fuor del paterno impero, devi obbedir lui solo.

Finor t’increbbe forse il giogo de’ parenti,

Tanto più ai figli in odio, quanto a lor bene intenti;

Ma non pensar per questo orgoglïosa, altera,

D’aver, per esser donna, la libertade intera.

Passi da un giogo all’altro; qual più pesante, e stretto

A te non saprei dirlo, che tu mel dica aspetto.

Pur se soave il brami, sta in tua balìa; contenta

Il tuo destino incontra, il tuo dover ramenta.

L’obbedienza, che usasti ai genitor severi,

Usala in avvenire dello sposo agl’imperi;

Che se obbedisti il padre talor con qualche stento,

Nell’obbedir lo sposo troverai più contento.

Amalo, e coll’amore anche il servir sia misto,

Se vuoi del di lui cuore formar l’intero acquisto.

Schiave avrà il tuo consorte, l’uso comun ti è noto,

Non esca dal tuo labbro contro di loro un voto;

Ma vincerle procura, accanto al tuo diletto,

In amore, in dolcezza, in virtude, in rispetto;

Ed ei, trovando il merto col casto nodo unito,

Amerà con costanza gli amplessi di marito.

Figlia, ti lascio; osserva, ecco quanto potei

Per formarti la dote trar dagli erari miei.

Ma più di gemme, e d’oro, nei mali, e nei perigli,

Vaglianti per tua scorta questi ultimi consigli.

Ama quel che amar lice, non quel che giova, e piace;

Serba, promovi, e cura la domestica pace:

Misura con l’onesto e l’utile, e il diletto,

Prima il ciel, poi lo sposo: soffri, conosci; ho detto (parte).

 


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