Carlo Goldoni
La sposa sagace

ATTO TERZO

SCENA SESTA   Donna Petronilla

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SCENA SESTA

 

Donna Petronilla.

 

PET.

Certo, a dir quel ch'è vero non lo calcolo molto.

Ma come ho da stimare un uom che pare un stolto?

Sempre con delle smorfie intorno a me lo veggio,

E con noi altre donne l'importunar fa peggio.

Ora di contentarlo voglio mostrare in questo:

La sua diletta figlia a maritar m'appresto.

Non già per far un bene né al genitor, né a lei,

Ché per questo motivo io non mi moverei;

Ma questa signorina comincia a poco a poco

Nella conversazione a avere il primo loco.

Vedo che i miei amici, vedo che i cavalieri

Le corrono d'intorno, la trattan volentieri.

E prima che s'avanzi la cosa maggiormente,

È ben ch'io me ne liberi di questa impertinente.

Parmi che più d'ogni altro al Duca sia inclinata,

Ma non vo' certamente che a lui sia maritata.

Che si mariti pure, anzi ne avrò piacere:

Ma chi vogl'io dee prendere; vo' darle il Cavaliere.

Questi è il meno che stimo fra gli altri amici miei;

È un cervellin bisbetico, buono appunto per lei.

Gli ho detto che qui venga, dovrebbe esser venuto.

Fissarsi in donna Barbara anch'egli l'ho veduto;

Credo che non le spiaccia, e quando sia così,

Stabilirò il contratto. Appunto eccolo qui.

 

 

 


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