Carlo Goldoni
La donna stravagante

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Donna Rosa sola, poi il servitore.

 

ROSA

Troppo egli è ver, che un solo spirto inquieto, audace,

Basta da una famiglia a esiliar la pace.

Vissi finor contenta senza pensier molesti,

Or per cagion di Livia ho dei pensier funesti;

E don Riccardo istesso, pacifico, sereno,

Par che per lei nutrisca mille sospetti in seno.

Sperar vo' che non giunga di lei lo strano umore

A far che me non privi lo zio del primo amore.

Ma coll'usato ciglio or or non mi ha guardata;

Par minaccioso, irato, e son mortificata.

SER.

Il padron di voi cerca.

ROSA

V'andrò. Dove si trova?

SER.

Con donna Livia in sala.

ROSA

Andarvi or non mi giova.

SER.

Era, pria d'incontrarla, diretto a questo loco.

ROSA

Perché da lei si sciolga, qui tratterrommi un poco.

SER.

Vidi una bella scena testé dalla germana.

Guardate s'è bizzarra, se veramente è strana.

Ordina che le porti il cuoco un brodo caldo;

Gliel porta, e in quel momento s'affaccia don Rinaldo.

Ella, come se colta da fulmine improvviso,

Fugge, e al povero cuoco getta la tazza in viso.

ROSA

Il Cavalier che fece?

SER.

Restò pien di spavento,

Facendo a messer cuoco di scuse un complimento.

ROSA

Soverchia sofferenza a derision lo espone.

SER.

Povero pazzarello... Ma accostasi il padrone. (parte)

 

 

 


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