Carlo Goldoni
La donna stravagante

ATTO QUARTO

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ATTO QUARTO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Altra camera.

 

Cecchino ed il servitore s'incontrano.

 

CEC.

Oh, volentier t'incontro. Le cose come vanno?

Donna Rosa è contenta? Le nozze si faranno?

SER.

Per quello che ho potuto intendere dall'uscio,

Per ora donna Rosa non vuole uscir dal guscio.

Il cavalier propostole è ricco, è grande, è nobile,

Ma è vecchio ed ha, per dirla, in faccia un brutto mobile.

È stravagante, è altiero, parla e pensa a sproposito.

CEC.

Questo per donna Livia è un partito a proposito.

SER.

Dov'è la capricciosa, che non si vede?

CEC.

Scrive.

SER.

Volea dal mio padrone passar con le cattive,

Ma io che aveva l'ordine di non lasciarla entrare,

Affé, l'ho canzonata, e mi ho fatto stimare.

CEC.

Oh, se l'avessi intesa quando tornò! quai furie!

Contro di don Riccardo scaricò mille ingiurie;

Poi si placò, si pose a scrivere un viglietto;

Dissemi che aspettassi, ed io son qui che aspetto.

SER.

Aspettala a tuo grado, ch'io non la vo' d'intorno.

Andai per un affare, al posto or fo ritorno.

CEC.

Sono serrati ancora?

SER.

Sì, v'è ancor la fanciulla.

Tenta di persuaderla, ma già non si fa nulla.

CEC.

Per altro egli è un sistema, mi pare, inusitato,

Specialmente fra nobili. Mi son maravigliato

Sentir che don Riccardo, ch'è un cavalier prudente,

Volesse in tal incontro la giovine presente.

SER.

È ver, doveva in prima concludere il contratto,

Poi chiamar la nipote; ma so perch'ei l'ha fatto.

Con un ch'è ricco e nobile vorrebbe accompagnarla,

Ma strano conoscendolo, non vuol precipitarla.

In prima egli ha voluto veder s'ella è contenta,

Acciò la poverella un non se ne penta.

Oh, se così facessero i padri colle figlie,

Al mondo non vedrebbonsi cotante maraviglie.

Se amor facesse i sposi, sarebbon più contenti,

Né tanti si vedrebbono più amici che parenti.

CEC.

Ecco la mia padrona.

SER.

Non vo' mi veda in faccia.

CEC.

Talora io me la godo.

SER.

Sì, sì, buon pro ti faccia. (parte)

 

 

 


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