Carlo Goldoni
La donna stravagante

ATTO QUINTO

SCENA TREDICESIMA

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SCENA TREDICESIMA

 

Donna Livia sola.

 

LIV.

Tutti rimarran stupidi di tal risoluzione

Ho piacer che si parli di me dalle persone,

E che si dica un giorno, dopo i discorsi vari,

Che donna Livia alfine risolto ha da sua pari.

Che dirà don Rinaldo? Questi mi sta nel cuore;

Ma nulla ho superato, se mi molesta amore.

Quando l'avrò veduto, sarò contenta appieno;

Potrò più facilmente staccarmelo dal seno.

Strano direbbe alcuno il mio pensier fallace,

Ma posso compromettermi di rivederlo in pace.

E parmi cotal forza aver nel seno mio,

Da dirgli francamente: Sì, don Rinaldo, addio.

E se il cuor mi tradisse? No, dubitar non giova,

Vo' far del mio coraggio, vo' far l'ultima prova. (parte)

LIV.

Tutti rimarran stupidi di tal risoluzione

Ho piacer che si parli di me dalle persone,

E che si dica un giorno, dopo i discorsi vari,

Che donna Livia alfine risolto ha da sua pari.

Che dirà don Rinaldo? Questi mi sta nel cuore;

Ma nulla ho superato, se mi molesta amore.

Quando l'avrò veduto, sarò contenta appieno;

Potrò più facilmente staccarmelo dal seno.

Strano direbbe alcuno il mio pensier fallace,

Ma posso compromettermi di rivederlo in pace.

E parmi cotal forza aver nel seno mio,

Da dirgli francamente. Sì, don Rinaldo, addio.

E se il cuor mi tradisse? No, dubitar non giova,

Vo' far del mio coraggio, vo' far l'ultima prova. (parte)

 

 

 

 

 

 


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