Carlo Goldoni
Torquato Tasso

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

Targa e detti.

 

TAR.

Signore, un forestiero favellarvi desia.

TOR.

Si trattenga un momento.

GHE.

Dimmi: si sa chi sia? (a Targa.)

TAR.

Parmi napolitano.

GHE.

Quand'è arrivato?

TAR.

Ieri.

TOR.

Vattene. (a Targa, che parte.)

GHE.

(Son curioso. Resterei volentieri). (da sé.)

TOR.

Signor, ricever devo, se mi date licenza,

Il forestier.

GHE.

Servitevi con tutta confidenza.

TOR.

Può esser ch'ei non voglia per or conversazione.

GHE.

Venga, parli; il sapete, io non do soggezione.

TOR.

Lo vuò ricever solo. Ve l'ho da dir cantando?

GHE.

Voi mi mandate via.

TOR.

signore, vi mando.

GHE.

So che scherzate, amico, perciò non me n'offendo:

Dovete restar solo, è ver, non lo contendo.

Ma quando il forestiere sia stato un pezzo qui,

Potrò venire allora?

TOR.

Signor no.

GHE.

Signor sì. (parte.)

 

 

 


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