Carlo Goldoni
Torquato Tasso

ATTO QUINTO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Donna Eleonora e detti.

 

D.EL.

Siete qui?

GHE.

Che comanda?

D.EL.

In nome di Torquato, un messo vi domanda.

GHE.

Andrò quando potrò.

TOM.

Fenì ste do parole. (a don Gherardo.)

GHE.

Ritornando al proposito... si sa che cosa vuole? (a donna Eleonora.)

D.EL.

Il messo non l'ha detto, ma so cosa vorrà.

FAZ.

Scompeta. (a don Gherardo.)

GHE.

Son con voi. (a don Fazio.) V'è qualche novità? (a donna Eleonora.)

D.EL.

Giunto è testé da Roma l'amico di Torquato,

Da lui, come sapete, da più giorni aspettato.

Seco parlò poc'anzi...

GHE.

S'io l'avessi saputo!

TOM.

(Colla mano tira a sé don Gherardo, perché parli.)

GHE.

Zitto. (a sior Tomio.) Dove si trova il forestier venuto? (a donna Eleonora.)

D.EL.

S'è portato dal Duca.

GHE.

Dal Duca? ed ei l'ascolta?

D.EL.

Parlano insieme.

GHE.

Parlano?

TOM.

E cussì? (a don Gherardo.)

GHE.

Un altra volta. (a sior Tomio, e parte sollecitamente.)

 

 

 


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