Carlo Goldoni
Torquato Tasso

ATTO QUINTO

SCENA UNDICESIMA

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SCENA UNDICESIMA

 

Eleonora e detti.

 

ELE.

Che c'è, signora mia?

MAR.

Bisogno ha di conforto

Il povero Torquato.

ELE.

(Vorrei che fosse morto). (da sé.)

MAR.

Cerca chi lo soccorra. Presto, il meschino aiuta.

ELE.

Io non saprei che fargli. Per voi son qui venuta.

Il Duca a voi, signora, manda questo viglietto.

MAR.

Lo leggerò. Tu resta. (si ritira per leggere.)

ELE.

Restar non vi prometto.

Crepa, schiatta, briccone, pieno d'inganni, astuto,

Perfido, senza fede… (strillando contro Torquato.)

TOR.

Chi mi soccorre? (destandosi impetuosamente.)

ELE.

Aiuto. (fugge paurosa.)

 

 

 


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