Carlo Goldoni
Il teatro comico

ATTO SECONDO

Scena Decima. Orazio ed Eugenio

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Scena Decima. Orazio ed Eugenio

 

ORAZIO Vedete? Ecco la ragione per cui bisogna procurar di tenere i commedianti legati al premeditato, perché facilmente cadono nell'antico, e nell'inverisimile.

EUGENIO Dunque s'hanno da abolire intieramente le commedie all'improviso?

ORAZIO Intieramente no; anzi va bene, che gl'Italiani si mantengano in possesso di far quello, che non hanno avuto coraggio di far le altre nazioni. I Francesi sogliono dire, che i comici italiani sono temerari, arrischiandosi a parlare in pubblico all'improvviso; ma questa, che può dirsi temerità nei comici ignoranti è una bella virtù ne' comici virtuosi; e ci sono tuttavia de' personaggi eccellenti, che ad onor dell'Italia, e a gloria dell'arte nostra, portano in trionfo con merito e con applauso l'ammirabile prerogativa di parlare a soggetto, con non minor eleganza di quello che potesse fare un poeta scrivendo.

EUGENIO Ma le maschere ordinariamente patiscono a dire il premeditato.

ORAZIO Quando il premeditato è grazioso, e brillante, bene adattato al carattere del personaggio, che deve dirlo, ogni buona maschera volentieri lo impara.

EUGENIO Dalle nostre commedie di carattere non si potrebbero levar le maschere?

ORAZIO Guai a noi, se facessimo una tal novità: non è ancor tempo di farla. In tutte le cose non è da mettersi di fronte contro all'universale. Una volta il popolo andava alla commedia solamente per ridere, e non voleva vedere altro che le maschere in iscena, e se le parti serie avevano un dialogo un poco lungo, s'annoiavano immediatamente; ora si vanno avvezzando a sentir volentieri le parti serie, e godono le parole, e si compiacciono degl'accidenti, e gustano la morale, e ridono dei sali, e dei frizzi, cavati dal serio medesimo, ma vedono volentieri anco le maschere, e non bisogna levarle del tutto, anzi convien cercare di bene allogarle, e di sostenerle con merito nel loro carattere ridicolo anco a fronte del serio più lepido, e più grazioso.

EUGENIO Ma questa è una maniera di comporre assai difficile.

ORAZIO È una maniera ritrovata, non ha molto, alla di cui comparsa tutti si sono invaghiti, e non andrà gran tempo, che si sveglieranno i più fertili ingegni a migliorarla, come desidera di buon cuore, chi l'ha inventata.

 

 


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