Carlo Goldoni
Gli uccellatori

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA   Pierotto e Toniolo

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SCENA DECIMA

 

Pierotto e Toniolo

 

PIER.

Cecchino è fortunato;

Quanti uccelli ha pigliato!

Io sono stato a faticarmi un’ora

Ed una quaglia non ho preso ancora.

TON.

Anch’io finora invano

Tese ho le reti ad una siepe intorno:

Pria che si scaldi il giorno,

Vuò ritentar la sorte,

Poiché col frutto dei sudori miei

Regalar la mia bella anch’io vorrei.

PIER.

Qual sia la vostra bella

Posso sapere, amico?

TON.

No, per or non lo dico.

PIER.

Se mai per avventura

Voi amaste colei che piace a me,

Vel dico apertamente,

Diventiamo nemici immantinente.

TON.

Ma chi è quella che amate?

PIER.

Se voi non vi fidate,

Se non siete, Toniolo, amico mio,

Se celate l’amor, lo celo anch’io.

TON.

Ditelo, o non lo dite,

Poco mi preme affé.

PIER.

Se non importa a voi, che importa a me?

Ritorno a quagliottar, poi ci vedremo:

Né di voi, né di quanti

Abitan queste selve, io son geloso:

Son di tutti il più bello e il più grazioso.

Se queste nostre belle

Meco s’adiran, tosto

Io le sgrido: esse restan incantate,

Tutte di mia beltade innamorate.

 

Gallinetta che s’adira

Col suo gallo innamorato,

Tutt’intorno a lui s’aggira,

Cantuzzando coccodè.

Ei la sgrida, e la gallina

Al suo gallo umil s’inchina,

Dimandandogli mercé. (parte)

 

 

 


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