Carlo Goldoni
Gli uccellatori

ATTO SECONDO

SCENA DICIOTTESIMA   Cecco, Pierotto, Toniolo, condotti dai Villani; e poi Roccolina, e poi Mariannina

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SCENA DICIOTTESIMA

 

Cecco, Pierotto, Toniolo, condotti dai Villani; e poi Roccolina, e poi Mariannina

 

PIER.

Son dinanzi al Criminale,

E le gambe al Tribunale

M’incominciano a tremar.

 

TON.

L’error mio non mi spaventa;

Ma mi scotta e mi tormenta

Il vedermi a processar.

 

CEC.

Poverin! sono innocente.

Perché mai da questa gente

Son condotto a esaminar?

 

ROCC.

(Esce fuori, e va a sedere al tavolino)

Siederò pro tribunali,

E i delitti capitali

Sarò pronto a condannar.

 

PIER.

} a tre

Ah signor, pietà, giustizia.

TON.

CEC.

ROCC.

Voi parlate con malizia.

 

a quattro

Quel ch’è giusto si ha da far.

 

ROCC.

Chi sei tu? (a Pierotto)

 

PIER.

Non lo so dire.

 

ROCC.

La tua patria?

 

PIER.

È questo mondo.

 

ROCC.

Assassino, menzognero.

 

PIER.

Nego tutto, non è vero.

 

ROCC.

La galera a te convien.

 

PIER.

} a tre

Ah, mi trema il core in sen.

TON.

CEC.

ROCC.

Tu chi sei? (a Toniolo)

 

TON.

(Non lo vuò dire).

 

ROCC.

Di’, chi sei?

 

TON.

(Non gli rispondo).

 

ROCC.

Il silenzio ti condanna.

 

TON.

L’innocenza non inganna.

 

ROCC.

In prigione avrai d’andar.

 

PIER.

} a tre

Ah, mi sento palpitar.

TON.

CEC.

ROCC.

Vieni tu. (a Cecco)

 

CEC.

Son qua, signore.

 

ROCC.

Il tuo nome?

 

CEC.

Io son Cecchino.

 

ROCC.

La tua colpa?

 

CEC.

È per amore.

 

ROCC.

La tua bella?

 

CEC.

È Roccolina.

 

ROCC.

Io ti assolvo con un patto,

Che la devi un sposar.

 

CEC.

Anche adesso il posso far.

 

CEC.

} a due

Io mi sento a consolar.

ROCC.

MAR.

Signor giudice mio caro,

Si sospenda la sentenza,

Ché il processo ed il notaro

Non si deve trascurar.

 

ROCC.

Voi per ora non ci entrate.

 

MAR.

Sì, signora, v’ingannate.

 

 

 

TUTTI

 

 

 

La giustizia si ha da far.

 

MAR.

Sia Pierotto condannato,

Sia Toniolo carcerato;

Ma Cecchino, - poverino,

Mariannina ha da sposar.

 

CEC.

Non la voglio.

 

PIER.

Non l’intendo.

 

TON.

Io pretendo d’appellar.

 

 

 

TUTTI

 

 

 

La giustizia si ha da far.

 

MAR.

Il signor giudice

Eccellentissimo

Si sa benissimo

Che tal non è.

 

ROCC.

Il garbatissimo,

L’eloquentissimo

Signor notaro

Si sa chi è.

 

PIER.

} a tre

Come! che sento?

Dite, come è?

TON.

CEC.

MAR.

Sotto quel giudice

Vi è Roccolina.

 

ROCC.

In quel notaro

Vi è Mariannina.

 

.

} a tre

Oh, questa è bella!

Timor non vi è.

TON.

CEC.

 

 

TUTTI

 

 

 

Notaro e giudice

Parlan per sé.

 

ROCC.

Vada a monte il Tribunale.

 

MAR.

Ma Cecchino ha da esser mio,

 

ROCC.

Signorina, dite male,

Ché Cecchino lo vogl’io.

 

PIER.

} a tre

La Roccolina la vuò per me.

TON.

CEC.

ROCC.

} a due

No, miei signori,

Così non è.

MAR.

 

 

TUTTI

 

 

 

Cresce l’imbroglio

Cresce il periglio.

Numi, consiglio:

Che s’ha da far?

Guerra d’amore,

Guerra spietata.

Tutta un’armata

S’ha da schierar.

Occhi vezzosi.

Sguardi amorosi,

Caldi sospiri,

Dolci deliri,

L’armi saranno

Per trionfar.

 

 


 

 

 


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