Carlo Goldoni
Gli uccellatori

ATTO TERZO

SCENA OTTAVA   Giardino delizioso con boschetto in fondo, sopra una montagnola.   Cecco che va stendendo le reti d’intorno al boschetto; poi Roccolina

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SCENA OTTAVA

 

Giardino delizioso con boschetto in fondo, sopra una montagnola.

 

Cecco che va stendendo le reti d’intorno al boschetto; poi Roccolina

 

CEC.

E pure, in mezzo a questo

bel divertimento,

Una spina crudel al cor mi sento.

ROCC.

Ah Cecco, tutto il giorno

Ad uccellar ten vai,

E a Roccolina tua non pensi mai?

CEC.

Eh, ci penso anche troppo.

ROCC.

Crudelaccio!

No, no, così non è.

Lo vederei se tu pensassi a me.

CEC.

E pure io t’assicuro

Che per te, Roccolina mia diletta,

Darei la mia civetta.

ROCC.

Non è poco;

Si vede che di me fai capitale,

Mettendomi al confronto un animale.

CEC.

Se sai cos’è passione,

Compatirmi dovrai. Quella bestiola

Fa tutti i spassi miei:

Ma quel caro visin val più di lei.

 

La civetta del mio amore

Per far preda del tuo core

Ha imparato a civettar.

ROCC.

La civetta del tuo amore

Fatto ha preda del mio core,

E m’ha fatto innamorar.

CEC.

Vuò lasciar ogn’altra caccia,

E a te sola penserò.

ROCC.

Io ti leggo nella faccia

Che burlata resterò.

CEC.

No, tel giuro...

ROCC.

Sì, ti credo.

Ma che vedo? - Quanti uccelli? (fingendo di vedere uccelli)

CEC.

Zitto, zitto; voglio quelli

Nella rete trappolar.

(Guardando intorno e fischiando con li fischi di richiamo: e lascia Roccolina, e va alla rete)

ROCC.

Maledetto, te l’ho detto,

Che m’avevi da burlar.

CEC.

Mia carina - Roccolina,

Tu m’hai fatto giù cascar.

ROCC.

Vanne, vanne via di qua.

CEC.

Via perdon, per carità.

ROCC.

Non ti voglio.

CEC.

Oh che imbroglio!

ROCC.

Guarda guarda.

CEC.

Dove sono? (guardando come sopra)

ROCC.

Maledetto!

CEC.

Via, perdono.

Tutti quanti ammazzerò.

ROCC.

Tutti, tutti! Oh, questo no.

a due

Siete pur belli,

Canori augelli,

Ma più diletti

Son gli amoretti,

Che mi svolazzano

Intorno al cor.

 

 

 


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